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L'appuntamento si trasforma in un incubo: "Mi ha violentato, avevo paura di lui"

La giovane inglese, di appena 19 anni, sarebbe stata costretta a subire un rapporto sessuale completo dopo un incontro con un suo coetaneo, ora indagato per violenza sessuale

Due giovani ragazzi di 19 anni: si conoscono si piacciono, si chiedono l'amicizia su facebook, e decidono di darsi appuntamento in un locale. Lei è inglese, giunta fino a Perugia con l'intento di studiare la lingua per qualche mese, lui, originario dell'Albania e incensurato. La serata in uno dei locali perugini frequentati dai giovani procede bene, così lui si offre di accompagnarla a fare un giro in macchina con la promessa poi, di riaccompagnarla a casa. I fatti risalgono a settembre. 

Il giro in macchina termina in un parcheggio buio, lontano da occhi indiscreti, dove i due, poco più che ragazzini, si scambiano un primo bacio. Ma poi, in quell'approccio, qualcosa va storto: il giovane sembrerebbe volere qualcosa di più che un semplice bacio e-secondo la denuncia sporta- l'avrebbe costretta ad un rapporto sessuale completo. La ragazza-difesa dall'avvocato Salvatore Cavuoti- è stata ascoltata in incidente probatorio, ed ha raccontato davanti al giudice di come avesse cercato di allontanarlo, ma poi, sopraffatta da quel corpo contro il suo, l'avrebbe lasciato fare per paura di avere conseguenze ben più gravi.

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Forse rimasta succube di quel giovane, ha dichiarato di non aver voluto neanche farsi vedere in lacrime da lui,  temendo ritorsioni. Dopo la presunta violenza sessuale, la giovane inglese si sarebbe fatta riaccompagnare in centro e, su consiglio dei amici, sarebbe andata al pronto soccorso dove ha fatto partire la denuncia. Il 19enne è stato subito identificato e denunciato a piede libero, difeso dagli avvocati Francesca Tosti e Barbara Felcioni, avrebbe negato la mancanza di consenso al rapporto sessuale da parte della giovane. 

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La giovane inglese, in Italia da poco, non parla italiano e secondo la tesi difensiva, ci sarebbe stata una incomprensione tra i due per via della lingua. All'esito della prova, il pm dovrà decidere se formulare la richiesta di rinvio a giudizio per l'indagato. Intanto la 19enne a breve tornerà in Inghilterra dove-spiega il suo legale- "seguirà un percorso di terapia psicologica per riprendersi dal trauma subito". 

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