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Sfonda a calci la porta, picchia a sangue gli inquilini e distrugge un'auto: 47enne condannato

Le accuse vanno dal danneggiamento alla violazione di domicilio fino alle lesioni personali aggravate

Lesioni aggravate, danneggiamento, violazione di domicilio. Sono queste le accuse nei confronti di un 47enne, condannato a dieci mesi (pena sospesa) in continuazione di reato a seguito dell'accoglimento da parte del gip del patteggiamento concordato tra il pm e la difesa. I fatti contestati risalgono al 2014, nel tifernate, durante un alterco con gli affituari dell'appartamento di proprietà di sua madre.

Qui - è scritto nel capo d'imputazione formulato dalla procura -avrebbe sfondato la porta d'ingresso per introdursi all'interno dell'appartamento. Poi, una volta fatto irruzione nella casa, avrebbe offeso gli occupanti dell'appartamento (che avevano regolare contratto d'affitto) con espressioni ingiuriose e pesanti anche in riferimento alla loro provenienza straniera, tanto da costringerli a scappare. A quel punto avrebbe aggredito i due uomini procurando a uno di loro lesioni personali consistite in varie escoriazioni, contusione nasale ed altre ferite al volto, tutte guidicate guaribili in due settimane. In preda all'ira, l'imputato, nello stesso episodio avrebbe anche scagliato uno scatolone colmo di riviste contro il cofano di un'auto parcheggiata sulla via, procurando danni alla carrozzeria per oltre mille euro. Oggi, in sede di udienza preliminare il 47enne (difeso dall'avvocato Gianfranco Virzo)  è stato condannato a dieci mesi.

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