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Genitori minacciati di morte e pestati di botte: chiesta perizia psichiatrica sul figlio 33enne

L'inferno in casa. Il figlio dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia. Chiesto il rito abbreviato condizionato a perizia

Calci, pugni, minacce di morte. Una vita da incubo e un regime di  "terrore" e assoggettamento, quello che sarebbero stati costretti a vivere i genitori di un 33enne originario di Fossato di Vico, già stato sottoposto a un divieto di avvicinamento per maltrattamenti in famiglia aggravati. La difesa - avvocato Giovanni Zurino - ha chiesto l'ammissione al rito abbreviato condizionato a perizia, accolto dal gip questa mattina, che ha rinviato l'udienza al prossimo 16 novembre per il conferimento dell’incarico al dottor Silvio D’Alessandro.

Il giovane, secondo il capo d'accusa formulato dal pubblico ministero Michele Adragna, "con comportamenti gravemente lesivi della persona e dei principi della convivenza e dell'etica familiare", spesso in stato di alterazione psicofisica da alcol e sostanze stupefacenti, avrebbe malatratto la madre e il padre aggrendendoli verbalmente e fisicamente, imponendo un regime di vita mortificante e insostenibile "improntato alla soggezione psicologica". 

In più di un'occasione il 33enne sarebbe arrivato a chiedere soldi alla madre anche sul posto di lavoro, colpendola in testa con pugni, spintonandola a terra, picchiandola con calci alle gambe, alla fronte e alla testa. 

Ma la violenza del figlio si sarebbe scagliata anche contro il padre, divenuto il bersaglio della sua furia e picchiato con calci e pugni alla testa fino a mandarlo in ospedale con una prognosi di dieci giorni. "Ti scoccio tutto" e ancora "Tanto vi ammazzo". Una situazione divenuta impossibile da sopportare, tanto da arrivare a denunciare il proprio figlio.

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