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Obbligata a rispettare il “decalogo” di brava moglie, in caso contrario, botte: ex violento rinviato a giudizio

L'ex marito è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia e lesioni

Obbligata a vivere senza luce né gas per dieci giorni, costretta a subire l'imposizione di una specie di decalogo per ottemperare alle regole di brava moglie, costretta a indossare al velo nonostante non le sia stato mai imposto neanche dalla famiglia di origine. In caso di “sgarro” alle regole imposte dal padre padrone, sarebbero state botte. Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni (come sostenuto dall’accusa,  pm Michele Adragna) l’ex marito è stato rinviato a giudizio questa mattina dal gip Piercarlo Frabotta e per lui il processo inizierò il prossimo 14 novembre. La donna intanto si è costituita parte civile con l’avvocato Maurita Lombardi.

E’ una storia di violenza infinita, quella che denuncerà una donna di origini marocchine ai carabinieri di Bastia Umbra nel settembre del 2015. Un racconto fatto di violenze, minacce, botte, con un marito che l'avrebbe ridotta a una schiava. Senza possibilità di uscire, di vivere una vita normale, ma di rendersi a totale e completa disposizione del marito.

La coppia, dopo essersi conosciuta in Umbria, si sposa poco dopo: la donna ha bisogno di un permesso di soggiorno per lavorare in Italia e lui decide di aiutarla in cambio di 4mila euro. Dopo varie vicissitudini - lei nel frattempo era andata a vivere nelle Marche con un'amica - i due contraggono il matrimonio e dopo vari mesi, vanno a vivere insieme a Perugia. Ma fin da subito, secondo quanto denunciato dalla donna - la situazione in famiglia sarebbe naufragata in un vortice di maltrattamenti e violenze.

Secondo quanto denunciato dalla donna, che avrebbe contratto il matrimonio con il connazionale dietro promessa di ottenere i documenti utili alla sua permanenza in Italia, ma anche con lo scopo di formare una famiglia, tutto sarebbe precipitato nel corso della loro convivenza. "Dovevo chiedere il permesso per tutto".  In un altro episodio, l'avrebbe "scaraventata a terra prendendola per i capelli e sbattendole con forza la fronte in terra per due volte", solo perchè avrebbe insistito per andare a trovare un'amica. Ma il controllo, sulla vita della donna, sarebbe stato totale. Niente contatti, niente amicizie, ma una lista di "cose", una specie di decalogo su come una brava moglie si sarebbe dovuta comportare in casa.

Secondo lo straziante racconto della donna in denuncia, oltre alle continue umiliazioni di tradimenti e offese, non avrebbe perso tempo per "svilirla" come moglie e donna, obbligandola per dieci giorni a vivere senza acqua nè gas a seguito del trasferimento nella nuova casa, vietandole qualsiasi cosa che potesse esulare dai suoi compiti e doveri in casa. Fino alla denuncia e alla sua collocazione presso una struttura protetta in attesa di ricominciare una nuova vita. Lontano da quell'inferno domestico.

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