menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Stuprata e vittima di mutilazioni genitali fugge dalla Nigeria e trova protezione in Umbria

In udienza l'audizione di un'antropologa specialista in questo tipo di violenze di genere

Le mutilazioni genitali femminili sono “atti di persecuzione che trovano ragione nella sua specifica condizione di genere, ovverosia di appartenenza al genere femminile”. Per questo motivo il giudice Rosa Lavanga del Tribunale di Perugia ha riconosciuto lo status di rifugiata ad una cittadina nigeriana vittima di mutilazioni genitali femminili e di altre forme di violenza sessuale di genere.

La donna, assistita dall’avvocato Francesco Di Pietro, scrive il giudice nella sua ordinanza, dichiarava di “essere nata a Benin City e che, deceduti i suoi genitori, era, insieme a suo fratello e sua sorella, costretta ad andare a vivere presso la famiglia di uno zio. Narrava di essere stata, all’età di quattordici anni, sottoposta, contro la sua volontà, a mutilazione genitale. Subiva altresì violenze e persecuzioni tali che la spinsero ad allontanarsi dalla famiglia dello zio e a trovare riparo prima in Libia, poi in Italia, dove dava alla luce un bambino nel 2016”. Oltre a queste violenze narrava anche di essere stata vittima di uno stupro e del taglio del lobo di un orecchio.

Il giudice ricorda che “dal momento che le mutilazioni genitali femminili trovano la loro genesi in profonde tradizioni culturali o credenze religiose, il rifiuto di sottoporre se stessa o le proprie figlie a tali pratiche espone la donna, e le proprie figlie, al rischio concreto di essere considerata nel Paese di origine un oppositore politico ovvero come un soggetto che si pone fuori dai modelli religiosi e dai valori sociali, e quindi essere perseguitata per tale motivo”.

Da qui il riconoscimento dello status di rifugiato e di bisognoso di protezione internazionale, anche se in prima istanza questo diritto le era stato negato. ll giudice ha ascoltato la deposizione di Maya Pellicciari, antropologa del “Centro Studi Umbro sulle mutilazioni genitali femminili.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento