Ancora una violenza domestica: arrestato nella notte un 63enne

Il dramma si stava per consumare nella notte ma la denuncia della figlia dell'uomo arrestato, un marocchino di 63 anni da tempo in Italia, ha dato modo alle forze dell'ordine di placare l'ennesima violenza domestica

Una chiamata al 113 verso le 22, una ragazza trentenne che denuncia il padre perché stanca di quella violenza che si respira in casa. La ragazza segnalava che l’ennesima lite furibonda tra i due genitori a Castel del Piano stava degenerando e la stessa temeva per l’incolumità sua e di sua madre per gli atteggiamenti violenti del padre.

Appena giunti sul posto gli agenti hanno sentito la giovane la quale riferiva che poco prima del loro arrivo dalla sua camera da letto aveva sentito la madre gridare in soggiorno; a quel punto arrivavano due 'volanti' che arrestavano l'uomo, 63 anni cittadino marocchino ma da tempo in Italia, per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia ai danni  della sua compagna.

La ragazza ha preso coraggio e a telefonato, quando sentendo urla provenire dal salotto di casa, aveva visto il padre stringere le mani attorno al collo della mamma e poi, afferrato un grosso coltello da cucina, la minacciava di morte. Al momento dell’arrivo dei poliziotti l’uomo, Z.A. cittadino marocchino del 1957 senza precedenti penali, era tranquillamente seduto in camera da letto.

Secondo la testimonianza della ragazza il padre da tempo aveva atteggiamenti violenti nei confronti suoi e della madre, tanto che la ragazza nei giorni passati aveva nascosto diversi coltelli da cucina in casa, temendo proprio che l’uomo potesse adoperarli contro di loro in un eccesso d’ira, proprio come avvenuto nella serata di ieri, la cui lite sarebbe scaturita da motivi economici legati ad un’eredità ricevuta dalla moglie, di cui il Z. A. avrebbe voluto beneficiarne.

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Le due donne, che presentavano entrambe lievi escoriazioni al collo ed in viso, sono state curate al pronto soccorso prima di recarsi in Questura per sporgere denuncia. L’indagato è stato accompagnato negli uffici di polizia per gli adempimenti di rito al termine dei quali è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, per essere condotto nel carcere circondariale su disposizione del P.M. di turno.

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