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Violenza sulle donne: una denuncia al giorno per maltrattamenti, stalking e molestie sessuali

Sono i dati raccolti dai Carabinieri delle provincia di Perugia negli ultimi due anni: le vittime sono madri, mogli e fidanzate

I Carabinieri dei comandi e delle stazioni della provincia di Perugia sono impegnati a contrastare la violenza contro le donne adottando particolari procedure dedicate e orientate a creare le condizioni favorevoli alla vittima, predisponendo un ambiente confortevole, osservando i cambi di umore e fornendo rassicurazioni.

In primo luogo il ricorso alla rete dei Centri Antiviolenza di Perugia, Foligno, Città di Castello e Spoleto, impegnati – 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno - ad assicurare alle donne vittima di qualsiasi forma di violenza o discriminazione il sostegno legale, sociale, alloggiativo e formativo.

Nel biennio 2019/2020 l’Arma perugina ha raccolto 660 denunce per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori o violenza sessuale – quasi una al giorno – e 616 sono stati gli interventi delle pattuglie dei Carabinieri, a seguito di una chiamata di soccorso fatta al 112 da una vittima, da un familiare o da un vicino di casa.

In alcune aree, come Assisi e Foligno, il 2020 è stato caratterizzato da un aumento del 50% circa rispetto all’anno precedente. In provincia, presso la Compagnia Carabinieri di Foligno, è operativa anche una “stanza rosa” allestita nel 2017 proprio per far fronte alle esigenze di ascolto delle vittime di violenza di genere.

Tra gli interventi più difficili quello portato a termine ad Assisi nel marzo dello scorso anno, quando un uomo è stato arrestato dopo aver ripetutamente colpito alla testa la propria anziana madre convivente per futili motivi, ricoverata poi in prognosi riservata e sottoposta ad un delicato intervento e salva grazie anche al tempestivo intervento degli uomini dell’Arma.

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Per questo, il 25 novembre del 2019, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri generale Giovanni Nistri e la presidente del Soroptimist Mariolina Coppola hanno sottoscritto un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, contenente le linee guida per l’arredamento delle stanze che deve tener conto della psicologia dei colori e delle immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva.

“Una stanza tutta per sé” è un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato.

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