rotate-mobile
Cronaca

Rinviato a giudizio, ma senza notifica del decreto: scatta la questione di legittimità costituzionale

Il dubbio è stato sollevato dall'avvocato Raffaello Agea nel caso di un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia: "Diminuiti i diritti dell'imputato"

Rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia aggravato commesso ai danni della ex convivente, non ha mai ricevuto la notifica del decreto che dispone il giudizio. L’avvocato Raffaello Agea solleva la questione di legittimità costituzionale dell’eliminazione dell’obbligo di notifica all’imputato introdotta dalla riforma Cartabia.

Il difensore dell’imputato ha sollevato la questione davanti al Tribunale di Perugia, in composizione collegiale (presidente Narducci, giudici a latere Avella e Avenoso) dopo che il suo cliente è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare, ma non ha ricevuto la notifica del decreto che dispone il giudizio, che segna l’inizio del processo davanti al giudice del dibattimento.

Secondo il difensore “la legge delega a seguito della quale la previsione è stata abrogata non prevedesse espressamente la possibilità di eliminarla”, quindi ci si troverebbe di fronte ad un “eccesso di delega”, con conseguente violazione del dettato costituzionale che impone al governo di “attenersi ai criteri enucleati da quest’ultimo, contenuti appunto nella legge delega”.

Secondo l’avvocato Agea il contrasto con la carta costituzionale sarebbe palese in quanto “nelle previsioni della legge delega era contenuta espressamente l’indicazione nel senso di un aumento delle garanzie per l’imputato, non certo una loro retrocessione, tanto più che avendosi riguardo al decreto che dispone il giudizio, lo stesso rappresenta primaria fonte di conoscenza effettiva del processo”.

L’abrogazione della notifica del decreto che dispone il giudizio, infine, si pone in contrasto con l’interpretazione che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha da tempo fornito laddove sostiene “che anche la conoscenza di un processo a proprio carico debba essere effettiva”. Ne consegue che “la questione dovrà essere sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale – afferma l’avvocato Agea - o comunque dovrà essere sollevata una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea”.

Il collegio giudicante ha deciso di rinviare ogni decisione in merito all’udienza del 5 giugno. “Se le questioni proposte non fossero ritenute manifestamente infondate e ammissibili, la parola passerebbe alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Processo che riprenderebbe solo una volta conosciute le relative decisioni” ha concluso l’avvocato Agea.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rinviato a giudizio, ma senza notifica del decreto: scatta la questione di legittimità costituzionale

PerugiaToday è in caricamento