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INVIATO CITTADINO La curiosità: quei due vini denominati alla perugina (Marampto e Corbello)

Interessante anche l’etichetta dei due vini, intorno alla quale girano termini in lingua perugina. Prosit

Ottima l’idea del Testone e della Fondazione agraria di denominare quei due vini “Marampto” e “Corbello” (in pagina l’illustrazione fatta dal disegnatore Claudio Ferracci sul mio “Mercante n fiera d i freghi perugini”). Sembra opportuna una riflessione sui due nomi, proposta da un “peruginologo” dichiarato come il sottoscritto. Intanto, c’è da dire che “maràmp(e)to” deriva dal latino MALE APTUS (“maldestro, rozzo, grossolano”). Per commentare il concetto si riporta la frase esemplare “Beppe per fa n complimento tla su ragazza i rompiede m braccio”! (“Beppe, per fare un complimento alla fidanzata, le ruppe un braccio!”).

In perugino si dice anche “sdatto” e lo stesso concetto si rende anche con “grezzo”, nell’espressione “quill è più grezzo dla carta vetrata”, (“costui è più rozzo della carta vetrata”), in cui la rudezza dei comportamenti è assimilata a quella della carta vetrata. Ho anche sentito: “M pett’a lu, l breccion del Tevre è borotalco” (“in confronto a lui, i ciottoli del Tevere sono borotalco”). Altra forma è “rustco” dal latino RUSTICUS (“campagnolo”).

Di chi è isolato e poco comunicativo, si dice anche sia “forèst(e)co” (“ruvido”), con evidente derivazione da “foresta” o da “foresto” (“forestiero”).

Altro modo simile di definire chi è poco raffinato  è “mat(e)rièle”, ossia “materialone, scostumato”,  dal latino MATERIALIS. Detto di donna, ci si riferisce all’eccessiva  facilità di costumi sessuali. D’altra parte, la seconda parola con cui è stato nominato il vino, “corbello”, sta per “sciocco, persona poco sveglia” e, al plurale, indica (elegantemente) i testicoli, come nell’espressione “m’è rotto/gonfiato i corbelli!”. La frase “m’è ita nti corbelli” sta per “mi hai stufato”. Una madre chiama affettuosamente il bambino “corbellino” per dire “scemotto”. Il verbo “corbellà” sta per “canzonare, prendere in giro”. Interessante anche l’etichetta dei due vini, intorno alla quale girano termini in lingua perugina. Prosit.

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