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Vigile urbano accusato di aver intascato i soldi delle multe: chiesto il rinvio a giudizio

Chiesto il rinvio a giudizio per il vigile urbano 37enne arrestato qualche mese fa dai carabinieri di Assisi con l’accusa di truffa aggravata, falso e soppressione di documenti

Chiesto il rinvio a giudizio per il vigile urbano 37enne arrestato lo scorso maggio dai carabinieri di Assisi con l’accusa di truffa aggravata, falso e soppressione di documenti. Sospeso dall'incarico, il vigile aveva presentato – tramite il suo legale Luigi Nicacci - istanza di scarcerazione ai giudici del Riesame, chiedendo l'annullamento di ogni misura o in subordine, l'obbligo di dimora, ma i giudici avevano confermato gli arresti domiciliari per il 37enne.

L’udienza davanti al giudice Valerio D’Andria si terrà a fine novembre e la difesa ha avanzato richiesta di patteggiamento.

Le indagini scaturirono da una segnalazione fatta dall’Amministrazione comunale della città serafica; per non elevare contravvenzioni al codice della strada, sembra si facesse consegnare brevi manu somme di denaro in misura ridotta, facendo così credere di aver assolto agli obblighi di legge, trattenendosi però l’importo. Il Comune si era mosso sulla base di una segnalazione di un cittadino che ha descritto presunte irregolarità da parte del vigile nell'applicazione delle sanzioni per violazioni al Codice della strada.  

Intanto l’Amministrazione Comunale ha deciso di costituirsi parte civile, per chiedere il ristoro dei danni provocati alla collettività cittadina. Secondo la difesa, gli episodi contestati all'indagato sarebbero stati isolati nel tempo, con un ammanco di 145 euro.

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