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Viaggio alla scoperta dell’Umbria nascosta: i ruderi del castello di Montemarte

Una mappatura ideale all'insegna di un percorso itinerante "fuori dal comune", per scoprire ciò che si nasconde nelle campagne e colline di Perugia. Itinerari rurali tra antichi ruderi e curiosità. Settima puntata

I sentieri conducono alla storia, la storia conduce alla consapevolezza delle nostre origini, di quelle delle nostre terre, delle trasformazioni avvenute che hanno modificato il profilo dell’ambiente circostante, frutto di insediamenti, battaglie, predomini, distruzioni, ricostruzioni. Le testimonianze predilette del passato, inscritte nel nostalgico binomio natura/architettura, narrano le gesta eroiche, bellicose dei nostri avi, naufraghe nelle memorie orali e scritte giunte sino a noi, quasi a delineare i racconti di un Umbria primitiva e fiera, la cui storia non può essere dimenticata.

Le ambientazioni cui si soleva edificare fortificazioni, chiese e castelli, si aprono su scenari meravigliosi, contesti ancora isolati e parte integrante del patrimonio culturale della nostra regione, che ancora reclamano la loro presenza; silenziosa e sofferente. Come i resti del castello di Montemarte, ormai ridotti all’impietà del tempo, cui si narra, che dalla sua distruzione, fu costruito il paese di Casemasce a Todi, utilizzando proprio i materiali della fortificazione.

L’antico rudere, offre ancora una suggestiva terrazza naturale che affaccia sulle sottostanti gole del Forello, da ammirare nella loro poetica bellezza. Eretto su una rupe a 371 m., a circa due km dalla riva destra del Tevere, fu spesso  conteso fra Todi e Orvieto. Venne edificato nel 992 dalla potente famiglia di Montemarte; I conti di Montemarte furono guelfi, gente di antica nobiltà franca e di guerra, sostenitrice del Papa. Todi, nel 1124, occupò il loro castello ed essi fuggirono a Orvieto, ma presto gli orvietani riportarono i Montemarte al possesso del loro castello. Nel 1222 Orvieto  riconobbe a Todi il dominio su Montemarte.

Il castello rimane testimone oculare di crude battaglie per il suo dominio, al suo interno, infatti, venne rinchiuso e lasciato morire di stenti il conte Andrea, della stirpe Montemarte, affinchè cedesse a Todi il castello.Nel 1299 Bonifacio VIII, a causa della contesa non placata fra Todi e Orvieto, ne riconobbe il dominio di Todi e, nel 1301, costrinse gli orvietani alla rinuncia. I luoghi quasi sepolti dalla incuria e dall’abbandono, si popolano degli echi dei personaggi che l’hanno vissuto, ci sussurrano da lontano la presenza della storia, osservano dalle feritoie di ciò che è rimasto dei loro antichi castelli lo scorrere inesorabile dei secoli che ha plagiato in maniera irreversibile il carattere di questa 
antichissima regione.

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