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Viaggio nell’Umbria nascosta: l'antico forte degli intrighi e delle faide

Una mappatura ideale all'insegna di un percorso itinerante "fuori dal comune", per scoprire ciò che si nasconde nelle campagne e colline di Perugia. Itinerari rurali tra antichi ruderi e curiosità.

Il Sommo poeta Giosuè Carducci apre la sua splendida ode al Clitunno con la descrizione del paesaggio umbro; commosso si rivolge all’Umbria che, creatura quasi vivente e maestosa, sembra che guardi dai monti circostanti: “Ancor dal monte, che di foschi ondeggia/frassini al vento mormoranti e lunge/ per l’aure odora fresco di silvestri/ salvie e di timi” E ancora: “E di zaffiro i fior paiono, ed hanno/ dell’adamante rigido i riflessi/e splendon freddi e chiamano a i silenzi/del verde  fondo.. Plaudono i monti al carme e i boschi e l’acque/de l’Umbria verde”

Queste splendide righe, incise nell’epitaffio della storia di questa regione, ancora echeggiano nei luoghi del silenzio, templi solitari di un cammino millenario. I ruderi del maestoso castello di Fortesorgnano, nel comune di Gualdo Cattaneo, custoditi dal fitto bosco e da distese di ulivi, ci raccontano silenti, le proprie antichissime origini.

Nonostante i documenti non permettano di identificarne origine certa, pare che questo gigante manufatto ad uso militare, sia stato presente già in epoca romana, probabilmente in connessione con la rigida centuriazione della valle del Tevere. Un’altra ipotesi tuttavia fa presagire una sua origine longobarda, vista soprattutto l’ubicazione del castello, alla sinistra del Tevere, ai limiti occidentali del territorio storicamente pertinente al Ducato di Spoleto, collegata alla necessità di munire il confine del Ducato col cosiddetto Corridoio Bizantino; la striscia di territorio che univa Roma a Ravenna risalendo, in territorio umbro, la valle del Tevere e che aveva in Perugia il principale centro intermedio.

La fortificazione di Sorgnano venne menzionata per la prima volta nel secolo XIIIin un elenco contenuto nel Liber censuum della Sede Apostolica. Il Castello, inserito nei territori del Ducato di Spoleto e fedele alla Sede Apostolica, passò nel 1381 sotto l’influenza del Comune di Bettona. Il castello risulta appartenere alla famiglia nobiliare dei Segna o Segnarelli, almeno fino al 1453, data in cui passò sotto la proprietà della famiglia Crispoldi.

La famiglia dei Segna era molto influente e militarmente potente; un documento dell’epoca parla infatti di una guarnigione militare (brigata) tenuta stabilmente dai Segna nel castello di Sorgnano. Perduta, nei secoli, la propria funzione militare, il castello iniziò progressivamente a spopolarsi; costruito in un luogo appartato e completamente immerso nella natura,  non poteva preservare alcuna funzione se non quella di antico mausoleo, ormai ridotto in completa rovina, costretto a meditare sul triste scorrer del tempo, come un vecchio saggio che avrebbe ancora molte cose da raccontare.

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