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Viaggia a sbafo con la tessera aziendale rubata all'autista, sotto processo per ricettazione

Una donna utilizzava i mezzi pubblici con un abbonamento sottratto ad un conducente di autobus di linea. Sorpresa sul bus tre mesi dopo il furto

Una donna è finita sotto processo con l'accusa di ricettazione “perché al fine di trarne profitto, acquistava o, comunque, riceveva la tessera aziendale rilasciata da Umbria mobilità, intestata” ad un conducente di autobus “provento di furto” denunciato dall’autista tre mesi prima.

La signora, difesa dall’avvocato Maddalena Maccarone, veniva controllata su un autobus da un verificatore di Umbria mobilità e, invece del biglietto, esibiva la tessera aziendale.

Il controllore dubitava subito del possesso da parte di una persona non dipendente dell’azienda della tessera di servizio e approfondiva i controlli. Dai quali emergeva che quella tessere era stata inserita in una “black list” in quanto rubata al titolare, dipendente di Umbria mobilità.

Il verificatore provvedeva, quindi, a ritirare la tessera e multare la donna per mancanza di valido titolo di viaggio. Poi inoltrava il verbale e la segnalazione alle forze dell’ordine. Scattava così la denuncia per ricettazione.

Sentito in aula l’autista ha raccontato che la tessera era custodito nel portafoglio all’interno di un marsupio che teneva dietro al sedile dell’autobus. Tre mesi prima quel marsupio era stato rubato da un ragazzo. Aveva fatto denuncia e bloccato carte e tessere. Fino al rinvenimento da parte del collega, il quale sarà sentito alla prossima udienza.

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