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Via Torelli, asfalto da "incubo": parti della carreggiata sorrette da un 'velo di cipolla'

Scavando per l’interramento di tubi di adduzione del gas, ci si è accorti che via Torelli, specie in prossimità dell’edicola di via delle Sorgenti, in alcuni punti si regge sopra dieci centimetri d’asfalto

Quel tratto iniziale di via Torelli, sottile come un velo di cipolla, sarà sicuro? Questo si chiedono residenti e utenti della trafficatissima strada urbana, nata come via interna (privata) di collegamento tra San Galigano e l’Elce. Ma ormai divenuta una bretella, percorsa come utile scorciatoia da quanti provengono da Santa Lucia e San Marco, dovendo raggiungere via Annibale Vecchi.

Qual è il problema? Che, scavando per l’interramento di tubi di adduzione del gas, ci si è accorti che via Torelli, specie in prossimità dell’edicola di via delle Sorgenti, in alcuni punti si regge sopra dieci centimetri d’asfalto: un po’ poco per garantire sicurezza. Specie pensando al passaggio di mezzi pesanti.

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Il fatto è che la zona (si pensi alle Terme di San Galigano, al toponimo via “delle Sorgenti”) è percorsa da una serie di flussi idrici sotterranei. Qualche perugino ricorda che qui scorreva l’antico fosso di San  Galigano, un torrente-fogna a cielo aperto, irreggimentato e inscatolato in cemento una quarantina di anni fa.

E non sono mancati i problemi.Il collettore fognario è stato rifatto almeno un paio di volte negli ultimi dieci anni. Le acque sotterranee avevano sottratto materiale di appoggio, gli enormi tubi in cemento si erano rotti e tutto franava. L’ultimo rifacimento ha portato alla sostituzione con tubi speciali in pvc, ma il fenomeno, evidentemente, continua.

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Tant’è vero che la strada si è spaccata a metà longitudinalmente e, in corrispondenza di questo scollamento, parte della carreggiata e lo stesso marciapiedi sono stati rifatti, buttando giù camion d’asfalto, ma il fenomeno continua.

Ora si scopre che, malgrado gli ultimi interventi, il “sotto” è di cattiva qualità (terra e ciottoli, anziché ghiaia lavata) e non tiene.Lo scavo lascia scoperta e visibile questa cedevolezza. “Occorrerebbe – dice uno degli operai al lavoro – materiale più idoneo, pietrisco e gabbie. Per garantire durata e sicurezza”.

“Noi – conclude – richiuderemo per bene, con materiale buono,  ma non è nostro compito rifare la strada. Se ne occupi il Comune”. Questa condizione pare richiedere approfondimenti per una messa in sicurezza che sia veramente tale.

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