Hanno rifatto il marciapiedi di via Ripa di Meana ma in qualche tratto non ci passa nemmeno... un gatto

L'Inviato Cittadino Sandro Allegrini analizza il contestato marciapiedi di via Ripa di Meana. In alcuni tratti il pedone è costretto a scendere in strada. Sospetti, critiche e soldi pubblici...

Hanno rifatto il marciapiedi di destra di via Ripa di Meana (procedendo verso Porta San Girolamo), ma in qualche tratto non ci passa nemmeno un gatto. Non parliamo, poi, di persone, di passeggini o di carrozzelle. Un lavoro notevole e necessario per quel tratto di marciapiedi, ormai sconnesso e letteralmente a pezzi. Ma eseguito con criterio assai discutibile. Diciamolo chiaro: in molti si pensano che non sia tutto realizzato secondo le regole.  In concomitanza con la realizzazione delle strisce blu, è stato realizzato questo nuovo marciapiedi, con dissuasori metallici per impedire la sosta di vetture che ostacolassero il passaggio pedonale.

Ma il passaggio dei pedoni, per un tratto consistente, è letteralmente impossibile. Hanno infatti posto in essere un manufatto fuori norma e ci si chiede se qualcuno possa addirittura essere chiamato a rendere conto di quelle somme letteralmente buttate al vento. Perché un’opera, se non si può fare a norma, non si fa. Insomma: salta il rispetto a una normativa nazionale inderogabile, quali che siano le condizioni dei luoghi.

Per un buon tratto, quel marciapiedi (a far capo dalla zona di sosta sotto il Circolo del Tempobono) inizia spazioso e ben fatto. A seguire, si restringe incredibilmente fino a una ventina di centimetri (in prossimità dell’accesso a un’abitazione privata) per poi crescere impercettibilmente fino al punto di sosta superiore, sul lato finale di via Ripa di Meana verso la Porta. Dove, finalmente, riacquista dimensioni accettabili. E regolari.

Il pedone – per un tratto consistente – non ce la fa nemmeno ad appaiare i piedi ma va avanti a zoppagallina. Ed è inevitabilmente costretto a scendere e marciare, indebitamente e pericolosamente, sulla carreggiata riservata alle vetture e, per di più, in curva. È una scelta scellerata, inqualificabile. Chiunque può verificare questa autentica nefandezza che costituisce un modo lapalissiano e colpevole per sperperare risorse, più che per facilitare il povero pedone. Per il quale, in questa città, si è perduto ogni rispetto. È necessario ribadirlo?
 

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