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Rinascere partendo dal basso: "Il caso di Via della Viola è esemplare"

Perugia riflette su se stessa: sui successi e sulle criticità. Esempio lampante di come le criticità possano trasformarsi in successi sarà l’argomento dell’incontro, organizzato dalla Società di mutuo soccorso

Perugia riflette su se stessa: sui successi e sulle criticità. Esempio lampante di come le criticità possano trasformarsi in successi sarà l’argomento dell’incontro, organizzato dalla Società di mutuo soccorso, per sabato 24 marzo ore 17:30, presso la Sala Miliocchi di corso Garibaldi.

Il tema proposto alla riflessione di chiunque intenda partecipare è “Via della Viola: rinascere partendo dal basso”. Naturalmente, si parla del “distretto” di via della Viola, comprendente via Cartolari, via Alessi, via del Roscetto, via del Carmine e stradine adiacenti.

“Il caso di via della Viola – dice il sociologo Vanni Capoccia, animatore e attento osservatore della vita culturale cittadina – è esemplare di come, pure in assenza di interventi dell’ente pubblico, la cultura possa diventare elemento propulsore di una rinascita sociale, civile ed economica”.

Gli fornisce man forte il presidente Primo Tenca, occhio critico della Vetusta: “Dopo il fallimento o la latitanza della politica, una concreta risorsa è costituita dall’iniziativa delle Associazioni e delle persone che condividono finalità, contando solo su se stesse e mettendo in campo progetti e risorse, in un quadro di fattiva collaborazione”.

A discutere del tema sono invitati privati e associazioni: a partire dalla dinamica “Fiorivano le Viole” e “Braccia rubate”, la libreria Mannaggia di via Cartolari, i titolari dei tanti ristorantini sorti in zona (Mod, La Fame, Il Gufo, La Bottega di Viola…), i gestori dei due cinema Post Mod e Meliès, i protagonisti dei vari atelier d’arte e di moda, il profumiere del Vicolo del Cherubino, l’immobiliarista Riccardo Maiorano, la famiglia Donati, proprietaria dell’immobile ex Modernissimo, gli artisti Josè ed Elisa con la loro scuola di pittura e di ceramica, l’antropologo Giancarlo Baronti, l’artista Giuman. E tutti quelli che hanno qualcosa da dire in piena libertà.

Lo schema dell’incontro è quello già adottato per la “bettola letteraria”, con gente seduta ai tavolini, davanti a un frittino e a un bicchiere di vino. Per riscoprire il piacere e la forza del dialogo, momenti di condivisione e socialità. Non un  semplice e nostalgico “come eravamo”, ma “come vogliamo essere”, con proposte, idee, prospettive di futuro.

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