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Cronaca Centro Storico / Via della Viola

Via della Viola, la vetrina dell'antropologo stupisce ancora: pezzi unici dedicati alla cucina

Da ammirare prototipi d’antan di cucine giocattolo, foto d’epoca di cuochi famosi, ricette e volantini otto-novecento o rifatti in stile

“Via della Viola: solo l’imbarazzo o il piacere della scelta”. È questo il promo che l’antropologo Giancarlo Baronti – già direttore del Dipartimento uomo-territorio dello Studium perusinum – propone a favore dei ristorantini che punteggiano il distretto di via della Viola e dintorni: La Fame, Frittole, Civico 25, L’Osteria del Gufo, Il Moderno, la Bottega di Viola.

Piccoli esercizi a prezzo contenuto e alta specializzazione che hanno assecondato il ripopolamento e il rilancio di questo che fu un tempo un rione popolare di Porta Sole.Una volta trionfava l’artigianato: coltellerie, Livi; riparazione ombrelli, Mondino e tanti altri.

Il degrado, l’incuria, il calo dei residenti ne avevano fatto un cimitero d’elefanti. Poi i cinemini come il Meliès, le piccole multisala alla francese del Post Mod, alcuni interventi infrastrutturali (il rifacimento delle scalette del Carmine) ne hanno promosso il recupero.

Merito, principalmente, dei piccoli ristoranti, economici e di classe, fino allo street food della Bottega di Viola, vicino alle scalette di San Giovannino del Fosso, un tempo apprezzata location del Teatro in Piazza. Baronti – che ora ha uno studio nei locali di un’ex parrucchieria – si diverte a realizzare vetrine in tema.

Stavolta ha scelto il cibo e la cucina. Esponendo prototipi d’antan di cucine giocattolo, insieme a foto d’epoca di cuochi famosi, a ricette, a volantini otto-novecento o rifatti in stile. Con molto “francese” che fa sempre chic. Sta di fatto che sono tanti coloro che si fermano ad osservare e fanno un pensierino, o un proposito, di assaggiare le prelibatezze “colte” di via della Viola.

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