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Il caso del giardino conteso per farne un parcheggio e del bellissimo scorcio che rischia di sparire

Se non interverranno novità, quello scorcio di antico e natura potrebbe essere precluso alla vista

Via della Pietra, Porta Sant’Angelo, in prossimità di via Benedetta. La stradina, ben lastricata in pietra serena, prende nome da un piccolo portale sopra al quale è rappresentato il simbolo della Confraternita della pietra. Qui si trova un giardino condiviso, in parti distinte, da due proprietari ai quali fa capo anche una corte comune.

È di qualche anno fa la richiesta di uno dei due di ampliare l’accesso e adibire – dice la parte opponente, una straniera da anni residente a Perugia – a parcheggio la propria porzione. Anche se il discorso del parcheggio è solo presunto. “Ma – sostiene la controparte – dato che quei locali sono affittati a studenti, c’è da presumere che l’utilizzo finisca con l’essere quello, aumentando il valore della locazione”. Sospetti legittimati da sfiducia o da corrette intuizioni?

Già in precedenza la richiesta, che pareva accolta, è stata stoppata. Ora siamo alle carte bollate. Anche perché pare che ci siano delle irregolarità facenti capo ai notai che si sono occupati dei rispettivi atti.

Sta di fatto che sia il Comune che la Soprintendenza – dice la signora –  hanno accordato il consenso. Addirittura si dice che il progetto preveda la sostituzione dell’attuale cancello, a maglie larghe, con una chiusura in lamiera alla cieca. “Il che impedirebbe – dice la donna – la corretta visione del contesto circostante, compreso il campanile di San Benedetto dei Condotti”.

Senza contare la circostanza che: “L’orto/giardino storico era appartenuto alle monache benedettine, con le caratteristiche dell’‘Hortus conclusus’ e che l’attuale accesso di 3 metri di larghezza risulta fuori scala rispetto alla tipologia originale: una porticina archivoltata ancora visibile, sebbene murata”.

“Peraltro – aggiunge la signora – quel passo non è e non è mai stato carrabile, perché le caratteristiche della strada non lo consentono!”. La signora Claire si oppone energicamente e chiede che tutto resti nella configurazione attuale. Lei – che fa la guida turistica, e s’intende d’arte – sostiene: “È uno scorcio bellissimo: decine di turisti si affacciano a fotografarlo. Perché privare la città di questa risorsa di bellezza e natura?”. Sta di fatto che i permessi sembrano esserci (ma sono in atto pure azioni legali). Se non interverranno novità, quello scorcio di antico e natura potrebbe essere precluso alla vista.

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