Addio alla libreria della signora Varriale che promosse l’Inglese e il dialetto perugino

Il nostro incontro inviato cittadino ricorda quanta cultura ha donato il mitico Book Shop di via dei Filosofi

C’era una volta il Book Shop della signora Varriale che promosse l’Inglese e il dialetto perugino.

Dove trovare libri di inglese, per tutte le fasce d’età, dagli abbecedari ai grandi classici? Ma naturalmente ai “Filosofi”. Anche quando – mezzo secolo fa – il termine “book shop” poteva sembrare una stramberia. Ma quella signora ci credette. E vinse la partita.

Da lei si trovavano anche libri per bambini: era una sua orgogliosa specialità. Ricordo che volle vedere il mio Pinocchio perugino che, da modesta peruginofona, si divertì a compulsare.

Oggi siamo a lamentare non solo la chiusura di una libreria, ma la perdita di una promotrice culturale che ha sdoganato la lingua perugina. Quando ancora il dialetto veniva guardato con pregiudizio, come figlio di un dio minore, come codice espressivo delle classi subalterne. Anche se il dialettologo Giovanni Moretti ci ripeteva “Chi parla solo il dialetto è un ignorante. Chi parla dialetto e italiano è bilingue!”. Tanto per rivendicare dignità al dialetto del Grifo… e del Lago.

Graziella Santellocco Varriale la difese e la promosse, la nostra lingua locale, con una forza che il suo aspetto minuto non avrebbe lasciato presagire.

Ricordo personalmente che la Varriale aveva il dizionario di Moretti, quello di Orfei e la silloge di voci perugine del Catanelli, altrove introvabili. Per non parlare delle raccolte poetiche di Pilini, cantore della Pesa, di Nello Cicuti, tipografo corcianese, maestro della versificazione in perugino. Ma anche, naturalmente, le opere di Claudio Spinelli, di Artemio Giovagnoni, di Lodovico Scaramucci (Vico), tanto per fermarsi ai maggiori.

E, fra tanti, amava specialmente Fausta Bennati, attrice-narratrice di scenette perugine, che avevano poco di poetico, ma molto di spigolatura umana e antropologica. Da libraia efficiente e attivissima, mi chiese di presentare qualcuno di quei libri e il piccolo locale si riempiva di gente attenta, rispettosa, divertita.

Aveva, la Varriale, anche i miei libri che si dichiarava “onorata” di ospitare. Diceva di ritenere un privilegio il rapporto con l’autore

Più volte mi ha rintracciato testi ormai introvabili, quando ancora non esistevano il web e le sue mirabilia. Assai spesso ha insistito per donarmene qualcuno, tanto era orgogliosa di aver assecondato un mio desiderio.

Lunga vita, da pensionata, alla signora Varriale. Mezzo secolo di attività resterà impressa nel cuore e nella mente di tanti lettori. Ma anche scritta a lettere di bronzo nella storia culturale della Vetusta. Donna gentile e competente, disponibile e umanissima. Il suo sorriso e il suo lavoro ci mancheranno.

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