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Via dell'Acquedotto, lavori annunciati da anni e mai iniziati: arconi lasciati marcire

Il degrado delle antiche strutture continua inesorabile: pezzi di mattoni e di pietre precipitano, tutto si sbriciola, la volta è fradicia e il pericolo che qualche frammento cada in testa ai passanti si fa sempre più concreto

Le infiltrazioni che scendono dal piano di calpestio di via dell’Acquedotto rendono precaria la stabilità degli arconi  sottostanti che dividono, scendendo a destra e a sinistra, le scalette che si biforcano da via Appia all’inizio di via Santa Elisabetta. È già da qualche anno (era allora in carica l’amministrazione Locchi) che il fenomeno si sta aggravando. La giunta Boccali si era impegnata al rifacimento degli arconi che versano in stato di salute assai precario. Ma l’intervento è rimasto nel limbo delle buone intenzioni.

Il degrado delle antiche strutture continua inesorabile: pezzi di mattoni e di pietre precipitano, tutto si sbriciola, la volta è fradicia e il pericolo che qualche frammento cada in testa ai passanti si fa sempre più concreto. L’intervento provvisionale era consistito nell’apposizione di transenne metalliche legate col fil di ferro. Soluzione estemporanea e bruttissima. Peraltro, il classico nastro rosso e bianco indicava, mentendo, fantomatici “lavori in corso” che, invero, non sono mai iniziati.

Da qualche mese sono state invece realizzate delle palizzate lignee dai due lati, a impedire l’accesso. C’è da dire, onestamente, che la soluzione attuale fa un occhio meno devastante, almeno sul piano estetico. Ma nulla è stato fatto all’interno, in termini di ripristino e consolidamento di una struttura che cade a pezzi.

Per di più, si deve ancora una volta constatare che alla maleducazione non c’è fine. Basta affacciarsi all’interno della palizzata lignea per vedere il peggio del peggio: un sacco pieno di immondezza, incarti, bottiglie di acqua minerale, scatolette metalliche, pacchetti di sigarette e quant’altro. Le lanciano, si direbbe, “per sport”! Ma siamo veramente sicuri che persone di tal fatta meritino di vivere in una città come Perugia?

Urge una provvidenziale e completa ripulitura. Almeno fin tanto che (tramite l’Art Bonus, eterno paracadute?) non sarà stato raccolto il denaro sufficiente a intervenire sulle strutture

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