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Vandali all'attacco, imbrattata con svastiche la statua di Giulio III sulle scalette del Duomo

Stavolta a essere presa di mira è stata l’opera di Vincenzo Danti (risalente al 1555) ed eretta per gratitudine in quanto il pontefice, dopo la guerra del sale, aveva restituito alla città le magistrature democratiche

Come al solito, imperversa il vandalismo notturno, fatto di scritte e segni. Stavolta a essere presa di mira è stata la statua di Giulio III,  sulle scalette della cattedrale. Sui pannelli lapidei compare, vergata a pennarello, la svastica o croce runica, simbolo nazista.

L’opera di Vincenzo Danti risale al 1555 e fu eretta per gratitudine in quanto il pontefice, dopo la guerra del sale, aveva restituito alla città le magistrature democratiche. L’opera bronzea stava inizialmente davanti al teatro Turreno e fu spostata sulle scalette quando in piazza Danti si realizzò il capolinea del tram.

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Per qualche tempo fu tenuta nascosta, in quanto si diceva che le truppe napoleoniche intendessero guastarla per ricavarne bronzo monetario. In realtà, quella scultura è un finto simbolo libertario in quanto il papa tiene  sotto la mano sinistra il Grifo cittadino in posizione sottomessa.

Come sia, la scultura è pregevole e di forte significato identitario. Averla sporcata è segno di un atteggiamento riferibile a demenziale ignoranza.  La pulizia non dovrebbe risultare difficile. Ma è la qualità del gesto che turba e sgomenta. Grazie della segnalazione all’amico lettore Gianluca Papalini, perugino di Porta Sole.

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