Terremoto, Marini contro le Iene sulle casette di legno: "Quegli alloggi non sono utili per i terremotati della Valnerina"

La presidente risponde al servizio televisivo andato in onda su Italia1 a riguardo delle vecchie casette di legno (sisma 1997) presenti in zone periferiche a Nocera e Foligno. Non sono utilizzabili, secondo la regione, per tre motivi: ecco quali. E promette: "Se situazione si stabilizza... prenderemo camere d'albergo più vicine alla Valnerina"

Foto Mirella Castrichini (pagina Fb Marini)

"Davvero ridicola e sterile la polemica sollevata in queste ore". La presidente Marini non ci sta. Quel servizio di denuncia de le Iene  sulle casette di legno già presenti a Nocera e Foligno (alloggi del sisma del 1997), mentre lo Stato ne sta acquistando altre e paga gli alberghi del perugino e del Trasimeno per ospitare parte degli sfollati, agli occhi della numero uno della Regione Umbria non regge e non porta nessun beneficio alla causa dei 5mila sfollati della Valnerina umbra.

Terremoto, la denuncia de Le Iene: "In Umbria 700 casette vuote e inutilizzate"

"Immaginare di trasferire nelle casette di legno dell'ex sisma del 1997, in comuni lontani - ha spiegato la Marini - una parte degli sfollati non è una soluzione. Sono già attivati due servizi per chi decide di lasciare temporaneamente i propri comuni terremotati: l'assegno per l'autonoma sistemazione (una casa in affitto) o il servizio di alloggio in albergo con pasti caldi, scuole e assistenza sanitaria. Per questo ribadisco che quella sollevata è una polemica sterile". I pochi campi dove resistono le casette - ormai con almeno 17-18 anni sulle spalle -, come confermato dagli uffici Regionali, distano circa 80 chilometri da Norcia o da altre località della Valnerina, con tempi di percorrenza di oltre 90 minuti. 

"Inoltre va ribadito - continua - che queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili, a differenza dei nuovi prototipi di moduli provvisori che saranno montati nelle zone della Valnerina. Quand’anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l’acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l’abitabilità". 

Il progetto del Governo e della Regione Umbria d'altronde è chiaro: entro Natale moduli abitativi (container) e poi villaggi di casette di legno dove ospitare chi è senza casa e anche le attività commerciali. In questa fase dell'emergenza restano in piedi tende (da sempre sconsigliate dalla Protezione Civile per via delle temperature basse e dell'inverno imminente), l'assegno statale per chi prende una casa in affitto e gli alberghi nel resto della provincia di Perugia.

La Marini risponde anche alle accuse di aver voluto "deportare" una parte degli sfollati via dalle proprie città terremotate.  "Non aveva senso e non era sicuro, dopo due mesi di scosse continue che hanno allargato l' area dell'epicentro, prendere alberghi o strutture per l'accoglienza in territori a rischio. Nel futuro prossimo, fase sismica permettendo, abbiamo intenzione, per chi farà richiesta in attesa dei moduli abitativi, di offrire stanze in strutture ricettive più a ridosso alla Valnerina per evitare problemi di collegamento e di lavoro per i cittadini delle zone terremotate". 

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