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Valle dei Fuochi umbra, i carabinieri sequestrano l'area: 255 ettari sotto sigilli

Eseguito il Decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica per l'ex bacino minerario dell'Enel in Valnestore e per due pozzi, uno a Tavernelle e uno nella centrale di Pietrafitta

Svolta nella vicenda della Valle dei Fuochi dell’Umbria: scattano i sigilli all’intera area. Nella mattinata di mercoledì 15 giugno il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Perugia ha eseguito il Decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica per un’area di 255 ettari tra Perugia, Piegaro e Piegaro. Si tratta, spiegano i carabinieri del Noe, “dell’ex bacino minerario utilizzato per l’estrazione della lignite da parte di Enel Spa, nonché di due pozzi ubicati a Tavernelle (nel comune di Panicale) e all’interno della vecchia centrale Enel di Pietrafitta di Piegaro”.

Il sequestro dell’area, dopo una prima fase di ispezioni e controlli condotte dai carabinieri del Noe con prelievi e campionamenti effettuati dai tecnici dell’Arpa e della Usl di Perugia – “è stato disposto in via cautelativa allo scopo di effettuare ulteriori approfondimenti finalizzati ad accertare la sussistenza di eventuali criticità di natura ambientale e sanitaria”. Traduzione: stabilire se esiste "il temuto collegamento" tra i rifiuti e i materiali di scarto seppelliti e il tasso di tumori e patologie oncologiche registrati nella popolazione della Valnestore.

Il provvedimento, spiegano ancora dal Noe, “ha la finalità di impedire che nella richiamata zona possano essere effettuate movimentazione del terreno anche per fini agricoli, senza la preventiva autorizzazione da parte delle Autorità competenti”.

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