Incidente sul lavoro, operaio e padre di famiglia muore schiacciato: due indagati per omicidio colposo

Il tragico incidente il 21 luglio del 2017 in una azienda a Valfabbrica. A nulla valsero i soccorsi per cercare di strappare alla morte l'operaio 55enne

Un tragico incidente sul lavoro quello che, il 21 luglio dell’anno scorso, spezzò la vita di un operaio e padre di famiglia di 55 anni, Nassor Naceur, rimasto incastrato nelle spire di una bobina della parte finale di un macchinario di un’azienda a Valfabbrica, teatro del dramma.

Secondo la procura che ha chiuso le indagini a carico dell’amministratore delegato e del responsabile del Servizio prevenzione e protezione dell’azienda in cui lavorava l’operaio, ci sarebbero state delle violazioni nelle regole cautelari in materia di sicurezza, in particolare in relazione all’esatta predisposizione delle apposite misure di protezione precauzionali sul macchinario.

L’operaio morì per “shock meta traumatico secondario a schiacciamento del corpo”, inutili i soccorsi per tentare di salvargli la vita. Da lì, come da prassi, l’apertura di un’inchiesta per poter approfondire la dinamica di quanto accaduto durante quella che doveva essere una comune e quotidiana giornata di lavoro. Nonostante l'arrivo dei soccorittori, troppo gravi le ferite riportate dal 55enne.  Secondo la procura che ha chiuso le indagini, l'ipotesi di reato per le due figure apicali dell'azienda è quella di omicidio colposo. La famiglia dell'uomo è rappresentata dall'avvocato Andrea Castori. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Alessandro Lucidi e Michele Gamboni. 

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