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Curia, vademecum per l'educazione in classe: "Temi sensibili solo con il consenso dei genitori"

Il vademecum della Pastorale scolastica, dieci spunti per un impegno educativo, offerto dall’Ufficio diocesano per l’educazione e la scuola

Dieci punti di riflessione, dieci consigli da seguire per i genitori cristiani che hanno i rispettivi figli impegnati nelle scuole umbre. Le linee guida sono state redatte dall'Ufficio per l'educazione e la scuola dell'Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve con lo scopo di favorire una maggiore conoscenza del ruolo essenziale della scuola, in particolare per la sua valenza sotto l'aspetto culturale-formativo-esistenziale. 

La pubblicazione nasce dal desiderio, da parte di questo Ufficio diocesano, di «offrire alcuni spunti di riflessione e di possibile impegno pastorale – spiega il suo direttore, il prof. Luca Oliveti –, affinché si concretizzi una chiara presa di coscienza, da parte della comunità cristiana, del valore educativo della scuola».  Nel vademecum anche temi difficili come quelli sull'affettività e sulla riconferma del ruolo fondamentale dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole. 
 
Il Vademecum

1) Famiglia, Scuola e Chiesa sono le tre “Agenzie educative” fondamentali
per una educazione che si desideri integrale sotto il profilo
umano e cristiano. Occorre sottoscrivere o rinnovare un’“Alleanza
educativa”, cioè un patto educativo per contribuire a costruire il
futuro delle giovani generazioni e della società. Concretamente
bisogna sviluppare una vera sinergia fra le suddette istituzioni,
fatta concretamente di dialogo, rispetto reciproco, partecipazione
attiva alla vita scolastica,elaborazione di una progettualità,
nell’orizzonte del bene comune.

2) Si può partire in questo cammino di sensibilizzazione, almeno a
livello di zona pastorale, promuovendo qualche iniziativa comune:
per esempio, un momento di preghiera dedicato a tutto il mondo
della scuola, all’inizio ed alla fine di ogni anno scolastico (Invocazione
dello Spirito-Ringraziamento). Promuovere una maggiore
formazione dei fedeli laici sui temi educativi e scolastici, tenendo
incontri con la collaborazione dell’Ufficio pastorale educazione
e scuola e dell’associazioni cattoliche scolastiche.

3) Per costruire ponti di collaborazione fra l’istituzione scolastica,
la comunità cristiana e le famiglie sono di aiuto la Consulta
diocesana della scuola e le Associazioni cattoliche studentesche,
professionali e dei genitori; quest’ultime sono anche interlocutori
istituzionali presso gli uffici competenti dell’amministrazione
pubblica a livello nazionale e locale.

4) “I care-mi interessa!”: diciamo no all’assenteismo, alla superficialità
e alle deleghe in bianco: piuttosto occorre favorire la
circolazione delle informazioni e delle esperienze ed è molto
importante essere presenti, come cristiani, nei vari livelli degli
organismi di partecipazione, in base alle normative vigenti

5) Nel caso in cui a scuola vengano trattati temi eticamente sensibili
(per esempio sul tema dell’affettività) è buona cosa avvalersi di
tutte le informazioni disponibili e chiedere il consenso da parte
dei genitori. Si possono proporre anche progetti alternativi,
spendibili secondo la programmazione scolastica e, possibilmente,
senza oneri o costi aggiuntivi per le scuole che volessero adottarli.

6) Fare della scuola un “luogo di incontro” (papa Francesco), non
delegandole o pretendendo che svolga compiti che sono specifici
della Famiglia o della Chiesa; un buon approccio è quello
di concorrere all’elaborazione di progetti e di programmi che
necessariamente devono avere una prospettiva interculturale e
pluralistica sotto l’aspetto religioso, investendo risorse, soprattutto
credendo nel valore della cultura e dell’ intelligenza, su cui
convergono credenti e non credenti.

7) “La scuola cattolica risorsa educativa della Chiesa locale per la
società (Nota CEI 11/7/2014)”: far crescere nella comunità cristiana,
mettendo in moto appositi momenti di sensibilizzazione,
la coscienza del ruolo delle scuole cattoliche e della formazione
professionale, che fanno parte a pieno titolo, nella gran parte
dei casi, del sistema pubblico e non sono affatto “scuole private
e dei ricchi” anche per il loro ruolo di solidarietà e di sostegno
nella costruzione di un futuro migliore verso gli ultimi.

8) Le famiglie scelgano per i propri figli l’Insegnamento della Religione
cattolica, sostenendo l’impegno degli insegnanti di religione,
valorizzandone il loro contributo per la crescita culturale
e personale degli studenti ed anche per il loro ruolo di cerniera
fra Parrocchia e Scuola.

9) Sviluppare il dialogo e la collaborazione fra Scuola ed Oratorio,
valorizzando anche gli spazi offerti dalla normativa vigente.

10) Educare alla cittadinanza (per esempio suscitando attenzione ai
temi del volontariato, della solidarietà, della legalità, della costruzione
della pace, dell’ecologia umana), ossia alla maturazione
di valori comuni e condivisi, per favorire la formazione di una
nuova generazione di “onesti cittadini e di buoni cristiani” (san
Giovanni Bosco).
 

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