Cronaca

Covid, Astrazeneca nel mirino dopo il ritiro. "Avviate le aziono risarcitorie: ecco fare"

La multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese ha iniziato il ritiro a livello mondiale delle dosi

”Stiamo avviando una campagna di azione risarcitoria contro Astrazeneca - utilizzato anche in Umbria - e il suo vaccino contro il Covid-19 Vaxzevria dopo che la multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese ha iniziato il ritiro a livello mondiale”. Lo ha annunciato il Presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella dopo la decisione presa dal Comitato Tecnico Scientifico dell’associazione presieduto dall’ avvocato Monica Mandico. In Umbria il vaccino Astrazeneca è stato utilizzato per tutta la campagna di vaccinazione. 

Il mese scoso, ricorda Federcontribuenti, la multinazionale ha iniziato il ritiro a livello globale ufficialmente a causa di “un’eccedenza di vaccini aggiornati disponibili” che prendono di mira nuove varianti del virus e il 7 maggio l’Ema ha emesso un avviso secondo cui il vaccino non è più autorizzato all’uso. ”Una notizia che – fa presente Paccagnella – inevitabilmente ha messo in allarme molti cittadini soprattutto dopo che, a seguito di una class action instaurata in Gran Bretagna per circa 51 persone che avevano subito gli effetti collaterali del vaccino Astrazeneca, la stessa compagnia farmaceutica aveva ammesso, per la prima volta, un collegamento tra Vaxzevria e la sindrome da trombosi con trombocitopenia”.

Recentemente anche in Germania la Corte regionale superiore di Bamberg ha ordinato ad Astrazeneca di fornire i dati sugli effetti collaterali. Mentre sempre lo scorso mese, un tribunale marocchino ha condannato Astrazeneca al risarcimento di circa 24.000 dollari a due ricorrenti per i danni subiti dopo l’iniezione. ”In questo scenario – rileva il presidente di Federcontribuenti – è naturale voler sapere cosa prevede il nostro ordinamento al riguardo. Innanzitutto occorre sottolineare che in caso di danni da vaccinazione anti Sars-CoV-2 la tutela indennitaria è disciplinata dalla L. 210 del 1992 e coesiste con la parallela forma di tutela di tipo risarcitorio ex art. 2043 c.c.”.

Due le strade percorribili per la tutela del danneggiato: l’azione di indennizzo e l’azione di risarcimento danni. ”Il danno indennizzabile sorge ex se – spiega la presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Federcontribuenti avv. Mandico – a causa della menomazione dovuta dal vaccino e la domanda va presentata all’ASL di residenza del danneggiato entro 3 anni dal manifestarsi della patologia. Per ottenere il risarcimento dei danni occorre, invece, promuovere una causa civile contro lo Stato, impersonato dal Ministero della Salute, in concorrenza col produttore del vaccino per responsabilità da attività pericolose”.

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