Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

L'usuraio al servizio delle mafie: "ruba" aziende e negozi e ripulisce il denaro sporco

Il presidente della Fondazione antiusura Bellocchi: "Perugia è la città con più supermercati, questo dato è preoccupante". I precedenti in Umbria

Il bilancio della Fondazione antiusura dell’Umbria ha messo in luce due criticità: la scarsità di fondi dell’ente per contrastare il fenomeno e aiutare le vittime e l’aumento del numero di persone che si trovano in stato di bisogno.

Il presidente Alberto Bellocchi ha parlato di “sempre minori fondi a disposizione per attuare interventi in prevenzione del fenomeno dell’usura” a fronte di un “costante aumento del numero delle persone che si trovano in situazione finanziaria tanto grave da dover ricorrere al prestito privato ad interessi da usura”.

A margine dell’assemblea per il bilancio della Fondazione, però, ha voluto puntare anche il dito sul cambiamento intervenuto nel fenomeno dell’usura: se prima l’usuraio agiva da solo, radicato nel territorio, adesso appare più come il terminale della malavita organizzata per agire nella società e nell’economia.

L’usura è uno dei tanti canali utilizzati per ripulire denaro sporco o riciclare fondi illeciti. “L’usura serve per acquisire aziende e attività che poi vengono utilizzate per ripulire denaro sporco attraverso acquisti, fatture, lavori” ha detto il presidente Bellocchi, riprendendo quando riportato anche nella relazione al Parlamento dell’Antimafia: “L’assenza di una criminalità locale compatta, accompagnata dalla posizione centrale della regione nel territorio nazionale e da una situazione economica favorevole, costituiscono un habitat favorevole per le infiltrazioni criminali ai fini di riciclaggio e di reinvestimento di capitali illeciti”.

Il comparto edile è quello “molto esposto al pericolo di infiltrazioni” si legge nella relazione dell’Antimafia e in Umbria grande peso ha avuto anche la ricostruzione post sisma, ma il presidente Bellocchi punta il dito anche sui supermercati “e Perugia è la città con il più alto numero in rapporto alla popolazione”, come ricordano anche i rapporti citati nella rassegna periodica dell’Arma dei Carabinieri: “Impiegata come strumento di pressione, l’usura può innescare meccanismi di esproprio di piccoli esercizi commerciali o di aziende di medie dimensioni, favorendo il riciclaggio di capitali ‘sporchi’. Quindi, non solo riciclaggio tramite ‘spalloni’, supermercati, distributori di carburante, case da gioco” e tante altre attività.

Le inchieste “Quarto passo” e “Infectio” hanno messo in luce un complesso apparato criminale “dedito a estorsioni, intimidazioni poste in essere anche mediante incendio delle attività commerciali, usura e traffico di stupefacenti” oltre a “riciclaggio, usura, intestazione fittizia di beni, esercizio abusivo di attività finanziaria, reimpiego di capitali di provenienza illecita”.

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