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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Usl Umbria 1, definito il modello organizzativo a rete ospedale-territorio per la gestione delle ulcere, ferite difficili e le piaghe da decubito

Presa in carico e la gestione di pazienti con diagnosi di ferita difficile, anche se questi ultimi sono difficilmente trasportabili e necessitano di cure da effettuare direttamente nella propria abitazione

Il trattamento delle ulcere e ferite difficili (come le piaghe da decubito e gli esiti di eventi traumatici o chirurgici) rappresenta uno dei bisogni assistenziali ospedalieri ed extraospedalieri emergenti sotto il profilo sia sociale che sanitario. Per questo motivo l’Usl Umbria 1 dà attuazione (DDG n. 995 del 16/09/2022) al progetto “La gestione delle ferite difficili nella rete vulnologica ospedale-territorio nella Usl Umbria 1”, quale strumento di pianificazione della presa in carico e quindi gestione, monitoraggio e valutazione del paziente con diagnosi di ferite difficili. 

Si tratta di creare le condizioni strutturali ed organizzative affinché in ciascun distretto sia operativa un’equipe multiprofessionale di soggetti appartenenti a setting diversi, che garantisca la tempestiva presa in carico e la gestione di pazienti con diagnosi di ferita difficile, anche se questi ultimi sono difficilmente trasportabili e necessitano di cure da effettuare direttamente nella propria abitazione.

Il progetto prevede di sviluppare l’integrazione tra i centri Hub e Spoke (distribuiti negli ospedali, poliambulatori e case della salute)  e, nello specifico, tra il centro regionale con sede all'ospedale di Assisi (struttura specialistica multiprofessionale di vulnologia che accoglie pazienti da tutta la regione e anche da altre parti d'Italia) e gli ambulatori distrettuali ADI (assistenza domiciliare integrata) con il coinvolgimento dei medici di medicina generale.

La procedura che si vuole attuare sul territorio,  è stata già sperimentata con successo con l'azienda ospedaliera di Perugia. Ogni settimana uno specialista della equipe chirurgica di Assisi è impegnato per il controllo e la valutazione delle ferite difficili dei pazienti ricoverati nell'ospedale perugino in collaborazione con un gruppo di operatori altamente qualificati del Santa Maria della Misericordia.

“La Rete vulnologica aziendale, così strutturata, - spiega Marino Cordellini, direttore della struttura aziendale di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Usl Umbria 1 - vuole evitare il pellegrinaggio degli utenti da un ambulatorio all’altro in cerca della soluzione assistenziale più adeguata con dispendio di risorse e capitale umano. Consente la tempestiva presa in carico del paziente, affianca i familiari per una collaborazione attiva al progetto e rappresenta il punto di riferimento in tutti i campi relativi alla cura delle lesioni cutanee (wound care). Il sistema a rete permette di instaurare un linguaggio comune in termini di appropriatezza delle procedure di wound care e di uniformità dei protocolli terapeutici definiti e condivisi. Una procedura - sottolinea Cordellini - attuata anche con l'azienda ospedaliera di Perugia”.
 

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