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Università di Perugia, il piano delle tasse: tutte le agevolazioni e le esenzioni

Agevolazioni per merito e per ragioni economiche. Ecco la politica sulle tasse messa in campo dall'Università degli Studi di Perugia per l'anno accademico 2016/2017. Per quanto riguarda le agevolazioni per merito, spiegano dall'Ateneo, sono previsti: esonero (se lo studente si è diplomato con 100/100 e lode) o riduzione (50% per chi si è diplomato con 100/100 e 25% per chi si è diplomato con un voto tra 95 e 99/100) sulle tasse universitarie; riduzione del 50% delle tasse di iscrizione per gli studenti che, dal 2° anno in poi, rientrano nei parametri previsti dall'Ateneo per i "percorsi di eccellenza", ossia superano tutti gli esami previsti per l'anno precedente conseguendo una media di almeno 27/30; riduzione del 50% per le tasse all'atto dell'iscrizione alla laurea magistrale di studenti che abbiamo conseguito la laurea triennale in massimo quattro anni con una votazione non inferiore a 105/110; assegnazione di complessivi 900 contributi (300 per le matricole e 600 per gli altri iscritti) di 300 euro cadauno, agli studenti più meritevoli dei diversi corsi di studi”.

Per quanto riguarda le agevolazioni per ragioni economiche, invece, sono previsti: riduzione del 30% (se Isee/Iseeu uguale o al di sotto di 40.000 euro) o del 15% (se Isee/Iseeu maggiore di 40.000 euro) per studenti provenienti dallo stesso nucleo familiare; esonero dal pagamento delle tasse per gli studenti a carico di genitori che si trovano in stato di disoccupazione, mobilità o cassa integrazione. E ancora: sono state aumentate le fasce di contribuzione (da 10 a 17) basate sui diversi livelli di Isee, il valore Isee di fascia massima è stato portato da 70.000 a 100.000 euro “e si è operato un complessivo riequilibrio a favore delle famiglie meno abbienti”. “In tal modo - spiega una nota dell'Università - l'Ateneo perugino vuole interpretare al meglio il suo ruolo di università pubblica che, come tale, si fa carico della promozione non solo culturale, ma anche economica e sociale dei giovani, sempre e comunque, ma soprattutto nelle fasi, come l'attuale, in cui questo è più necessario, nella profonda convinzione che la formazione universitaria sia un insostituibile “ascensore sociale", che consente in prospettiva il miglioramento della propria condizione a chi investe sulle proprie capacità”.

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