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INVIATO CITTADINO Elce, per rilanciare la poesia imbrattano i muri dell'Università

Anche a Perugia si fa vivo il MeP (Movimento per l’emancipazione della Poesia). E i  muri traboccano di scritte e strisce di carta. Il loro slogan è “Il muro coincide con la volontà di mettere la poesia sotto gli occhi di tutti: la vede anche chi non la vuole vedere. È manifesta!” Il movimento nasce nel marzo del 2010 a Firenze, con lo scopo di ridare valore ad una poesia che oggi, a causa del tempo e dei nuovi mezzi di intrattenimento, perde il suo valore. Molti (troppi?) sono quelli che la scrivono. Pochi, purtroppo, quelli che la leggono.

Ecco perché il MeP non vuole creare una corrente, uno stile, ma semplicemente condividere la poesia per far sì che essa sia di nuovo letta. Dice il loro manifesto: “Il MeP si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze”.

Fatto sta che in via Elce di Sotto, in piena zona universitaria, il MeP sembra aver aperto una succursale molto attiva. Numerose le scritte, sia in manifestini che in strisce di carta incollate, lunghe diversi metri. Quella in pagina – debitamente firmata da adepti del Movimento, recita: “Alla fine, per trovare davvero risposte, bisogna smettere di farsi  domande”. Poco più di un sillogismo: come dire che, per sconfiggere la fame nel mondo, basta non parlarne. Ragionamento coerente come i cavoli a merenda. Che la poesia vada rilanciata (almeno quella di qualità) è un’esigenza culturale socialmente condivisa. Ma, forse, per farlo veramente, esistono forme meno impattanti sulla dignità degli edifici.

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