Una stupida bravata, ma quella storica targa del mitico fotografo Natalini non c’è più

Una stupida bravata, ma quella storica targa del mitico fotografo Giulio Natalini non c’è più. Serenella Fratticioli gli ha dedicato un libro che l’Inviato Cittadino curò con amore (con la consulenza qualificata di Maria Luisa Martella) e presentò, insieme allo storico Alberto Grohmann, alla Sala dei Notari. Nel volume, Serenella ricorda la figura di Natalini, nato in Assisi nel 1861, all’indomani dell’Unità nazionale. A Perugia, Giulio apre, al civico 65 del corso, una merceria. Ma fa anche il pittore, il cartellonista, inventa e gestisce il cinema Etrusco (poi Mignon) sotto lo storico Arco, e infine approda alla fotografia.

Giulio Natalini, il 4 giugno 1905, apre l’atelier al civico 6 di via Oberdan (allora, Via dell’Ospedale) e inventa un delizioso chalet, dotato di fondali e col soffitto in vetro, allo scopo di meglio illuminare le riprese. Sono oltre centomila i ritratti da lui realizzati: soldati in uniforme, signorine, famiglie, bambini.
Le foto sono utilizzate nel volume “Perugia antica e Perugia moderna” di Raniero Gigliarelli. Molte compaiono oggi nel volume “Da Natalini a Fratticioli. La fotografia a Perugia dalla fine dell’800 ai giorni nostri”, edito da Futura.

Una delle figlie di Giulio Natalini, Ida, sposa (nel 1927) Francesco Fratticioli. Ne vengono due figli, Giulio e Sandro, entrambi dediti al lavoro fotografico. Sandro, dopo la scomparsa del fratello, diviene il più accreditato fotografo della Vetusta. Sandro Fratticioli apre un negozio specializzato al pianoterra di Palazzo Baldeschi al corso, che chiude nel 1995 per inaugurare l’attuale, in Palazzo Calderini, gestito dai figli Giulio e Giorgio. Ma anche Sandro ci fa una capatina ogni tanto.

Tutto ciò premesso, veniamo al fatto vandalico. Una targa, posta a lato dell’ingresso del Ristorante del Sole, ubicato dove fu la sede dello chalet Natalini, ricordava lo storico precedente e il personaggio. Siamo in via della Rupe, alla stazione Pincetto del Minimetro. Ieri, una mano stupida e violenta ha staccato e asportato quella targa. Se ne sono accorti Giulio Fratticioli, pronipote e fotografo di rango, e l’amica Barbara Venanti, antichista e intellettuale perugina. Lo sfregio è tanto più doloroso, se si pensa che oggi cade il novantesimo compleanno di Sandro Fratticioli. Un mesto compleanno per Sandro, per la sua famiglia e per la città di Perugia.

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