Covid, i palazzi "parlano" sulle restrizioni dell'imminente Dpcm del Governo Conte: dal 'coprifuoco' alle mascherine sempre

Anche in Umbria arrivano strani segnali dal Governo su in giro di vite indiscriminato anche se la nostra sanità sta reggendo bene il peso dei ricoveri e i contagiati sul territorio

Da Roma arrivano anche a Palazzo Donini indiscrezioni e ipotesi di ulteriori restrizioni per arginare la prevista seconda ondata di Covid nel periodo autunnale-invernale. E' alta la preoccupazione anche dei vertici dell'Umbria per le ricadute economiche, occupazionali e sociali per dei provvedimenti che potrebbero essere, nonostante il basso tasso di mortalità - rispetto a sei mesi fa -, persino preludio di un ritorno al drammatico "tutti chiusi a casa". Bocche cucite a livello ufficiale ma i rumor stanno uscendo dai palazzi regionale e dei comuni più grandi dell'Umbria. Il Governo è intenzionato a diramare tra domani sera e mercoledì mattina un Dpcm destinato a far discutere e a modificare la vita e il lavoro di molti di noi. E tutto questo senza quelle distinzioni auspicate: ovvero imporre regole solo nei territori e nelle regioni più a rischio.

Appare ormai assodato l'obbligo di mascherine all'aperto per tutto il giorno e non più a partire dalle 18 della sera (alcuni sindaci si sono già avviati con ordinanze proprie). Ma questo sarebbe il minimo. E' quasi certo anche il "coprifuoco": locali chiusi dalle 22 o dalle 23 (ancora decidere) per tutto l'arco della settimana. E' chiaro che se si chiude alle 23 (la migliore delle ipotesi) poi si deve andare a nanna; da qui la giusta parola di coprifuoco (seppur indiretto). Un danno economico importante e rilevante. Di fatto si blocca anche chi vuole fare un fine settimana di vacanza. Ce lo possiamo permettere? Difficile dire di sì dopo chiusure e Pil meno 10 per cento. Anche seConte, nel tardo pomeriggio di oggi, avrebbe smentito una limitazione degli orari per bar e ristoranti. Ma è ancora tutto da decidere.

Obbligo e rispetto del distanziamento di almeno un metro anche all'aperto. Aree verdi chiuse o contingentate. Ma è previsto, secondo i rumor, anche un giro di vite nelle palestre, in centri commerciali (si ritorno alle file esterne) e altre attività culturali-sociali-ludiche. La Regione, ascoltato il parere del Comitato tecnico scientifico, domani inizierà a mettere nero su bianco un ridimensionamento degli eventi e probabilmente un blocco ai grandi eventi d'autunno - Marcia della Pace, Baracconi, Fiere ed Eurochocolate -.

Si vuole però permettere il pubblico nelle competizioni sportive - i famosi mille al massimo - salvo dispositivi nazionali. Va ribadito, da qui la speranza di provvedimenti solo per territori a rischio, che l'Umbria non è in sofferenza in fatto di ospedali: 711 gli attuali positivi, di questi solo 47 ricoverati (in tre nosocomi) e 5 i pazienti in terapia intensiva seppur a fronte 120 posti. Ma è innegabile che anche la task-force sanitaria regionale parla di un aumento della pressione sulle strutture sanitarie arginato al momento grazie alla capacità di portare cure a livello territoriale-domiciliare. 

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