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Umbria, nella strategia anti-coronavirus in autunno è cruciale la vaccinazione anti-influenzale: ecco perchè

Le Regioni, tra cui la nostra, dopo i documenti del Comitato scientifico, aumentano le scorte e anticipano campagna

Le Regioni, tra cui l'Umbria, hanno deciso di aumentare le scorte di vaccino anti-influenzale 2020-2021 nell'ottica della strategia di contenimento del Coronavirus. L'obiettivo, dopo una forte compagna di informazione, è di ampliare la somministrazione (volontaria) del vaccino anche alle categorie non a rischio - anziani, malati e bambini - con un triplice scopo: il primo, combattere l'influenza che, va ricordato, provoca morti ogni anno; secondo aspetto, evitare di oberare le strutture ospedaliere e di aumentare i carichi di lavoro della sanità sui territori; terzo aspetto, evitare situazioni di panico e inutili allarmismi dati i sintomi, in parte comuni, tra l'influenza e il coronavirus.

Non dimentichiamo che per accedere in strutture pubbliche (come la scuola) o prendere un mezzo pubblico scolastico è ostativa una temperatura superiore ai 37.5 gradi (che potrebbe essere determinata da una comune influenza non solo dal Covid). In poche parole una vaccinazione, molto più estesa sulla popolazione, permetterebbe di evitare  - come ribadito dalle Regioni - la sovrapposizione dei sintomi, e quindi riduce i tempi di diagnosi, oltre a ridurre le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso.

Le aziende produttrici stanno già al lavoro anche se al momento non è possibile avere certezza sulla data di consegna. L'obiettivo però, come ribadito dal Ministero della Salute, è quello di anticipare nel 2020 la vaccinazione anti-influenzale a partire dalla prima decade di ottobre. Il ministero della Salute inoltre con le direttive di giugno ha anche abbassato l'età delle persone a cui la vaccinazione è raccomandata, passando da 65 a 60 anni. La richiesta di vaccini per le Regioni oscilla tra il 30-40 per cento in più rispetto al passato anno. 

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