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Vaccini anti-Covid, reazioni sospette e malesseri in Umbria: i dati della direzione sanitaria. Donne più colpite

La percentuale di segnalazioni sul totale delle dosi somministrate è pari all’1,05%

Sono 835 casi di sospette reazioni avverse ai vaccini anti Covid-19 su un totale di 79.312 dosi somministrate.  La percentuale di segnalazioni sul totale delle dosi somministrate è pari all’1,05%. Il tasso di segnalazione per 100.000 dosi in Umbria, pari a 1050/100.000 dosi. Secondo la Direzione regionale alla salute il dato  "è sostanzialmente in linea con il dato medio nazionale che è di 729 segnalazioni per 100.000 abitanti (risalente al 26 febbraio 2021, circa un mese prima dell’attuale dato umbro)". I malesseri sono nella stragrande maggioranza sono considerati non gravi: per la precisione nel 96 per cento (799 su 835).  

Al momento della segnalazione, l’86% (722 su 835) delle reazioni avverse segnalate era definitivamente risolto, il 4% (34 su 835) è stato giudicato in “miglioramento”, l’8% (70 su 835) risultava “non ancora guarito”, l’1% (7 su 835) riportava una “risoluzione con postumi”. In circa l’1% (3 su 835) delle segnalazioni il dato di esito non era disponibile. Tra i principali malesseri: reazioni locali o sistemiche (febbre, brividi, dolore in sede di iniezione, stanchezza, malessere) in circa il 33% dei casi; reazioni interessanti il sistema muscoloscheletrico (mialgia, artralgia) circa il 20% dei casi; disturbi interessamento il sistema nervoso (cefalea, parestesie) circa il 18% dei casi; disturbi del tratto gastrointestinale (nausea, diarrea) nel 9% dei casi. La durata media delle reazioni è stata di circa 4 giorni. La maggior parte delle reazioni avverse si registra nelle donne. 

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