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Cronaca

Umbria, truffatori a caccia di vittime: anziana salvata da un carabiniere fuori servizio

Fabio Iucci, del comando stazione di San Gemini, è intervenuto a Borgo Rivo su segnalazione di un residente. Alla vittima erano stati chiesti 10mila euro e gioielli personali

La stavano per truffare con la scusa del genero coinvolto in un incidente stradale, ma un comandante dei carabinieri libero dal servizio è intervenuto arrestando l'uomo, con spiccato accento campano, e salvando la donna anziana. È successo a Borgo Rivo. Il comandante, su segnalazione di un conoscente, si è messo sulle tracce del sospetto nel quartiere delle 'Quattro strade'. 

L'uomo, seguito a vista da Iucci, suona al campanello di una casa abitata da una donna sola ultraottantenne. La donna, dopo aver sentito il campanello, si prodigava ad aprire il cancello. In quel momento, Iucci entra in azione bloccando l'uomo e chiedendo spiegazioni della sua presenza. Il soggetto, senza documenti, non ha saputo dare alcuna spiegazione fornendo scuse improbabili che non convincono il comandante. La donna, invece, interpellata, portava a galla il piano della truffa ai suoi danni riferendo di essere stata contattata telefonicamente da un presunto appartenente al tribunale che la informava che il genero era rimasto coinvolto in un incidente stradale, chiedendo una cauzione di 10mila euro. L'anziana, spaventata, riferiva di non avere quella somma. A quel punto, l'interlocutore, insisteva chiedendo alla donna, al posto della somma, anche oggetti preziosi. 

Chiarita la truffa, e chiamato in aiuto il personale della radiomobile, il giovane veniva così portato in caserma e arrestato. Nella prosecuzione delle indagini gli accertamenti portavano alla luce una seconda truffa, già consumata ai danni di un'altra signora di Rieti, alla quale erano stato asportati oggetti preziosi e denaro con la medesima scusa, tutto per un valore di circa mille euro. 

I militari hanno, poi, ricostruito il modus operandi dei truffatori. Il giovane, accompagnato da un complice entrambi provenienti dalla zona partenopea, si muoveva dietro indicazione pervenute con messaggi WhatsApp e foto degli indirizzi da colpire, provenienti da un altro complice appartenenti a bande organizzate specializzate in questa tipologia di reati. 

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