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Funerali di Flavio e Gianluca, l'omelia del Parroco: "Due ragazzi buoni 'fregati' dal male"

"Ci turba profondamente che due splendidi ragazzi, accolti con gioia alla vita dalle loro famiglie, e amati da tanti amici e conoscenti"

Pubblichiamo la commovente omelia di Don Luca Andreani parroco di Santa Maria del Rivo e Direttore centro diocesano Vocazioni nel giorno dei funerali di Flavio e Gianluca, gli amici ternani che sono stati uccisi a 16 anni da una dose letale formata da un mix di droghe vendute a loro da un pusher umbro che ora si trova in carcere. Le due bare, bianche, sono state posizionate vicine per ribadire il profondo legame di amicizia tra i due ragazzi. Don Luca si è rivolto anche alle famiglie distrutte ed ha voluto ricordare le due vittime "ragazzi buoni fregati dal male". 

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Con la nostra presenza qui oggi, ribadiamo e affermiamo insieme ai genitori, ai fratelli e a tutti i parenti e amici e all’intera cittadinanza, la bellezza e il valore inestimabile dei nostri Flavio e Gianluca, e non meno  denunciamo questa somma ingiustizia di quanto loro accaduto.

Molti cercano di spiegarci le dinamiche delle sostanze, i tempi, le cause di certi comportamenti, volendo trovare le ragioni di quanto accaduto. Ma il male rimane sempre male, cioè un assurdo e quindi mai pienamente comprensibile. Neanche con tutte le ragioni di questo mondo la morte dei nostri Flavio e Gianluca, potremo giustificarla, equivarrebbe a riconoscerla una cosa Giusta!

Ci turba profondamente che due splendidi ragazzi, accolti con gioia alla vita dalle loro famiglie, e amati da tanti amici e conoscenti, siano stati oggetti da parte di alcuni di sguardi malefici, pronti a danneggiarli  solo per bramosia di una manciata di soldi e di un’ illusoria esperienza di potere e dominio su di loro.

Noi invece siamo qui oggi a rivolgere loro uno sguardo d’Amore e di benevolenza, impegnandoci a non abbandonarli, a prendere posizione, perché ci sia giustizia con loro e per loro, e per tutti i loro amici e amiche davanti a Dio e davanti agli uomini.   “Erano dei ragazzi buoni” , di buon cuore! “fregati “ dal male.

Capita a tutti noi, e magari anche alla vostra età cari amici di Flavio e Gianluca, di non sentirsi capiti, compresi e rispettati. Anche Gesù soffrì tutto ciò, e nella sua sensibilità come i nostri amici non resta indifferente  anche quando ciò viene fatto ingiustamente su altri, ritenuti suoi amici del cuore, come fratelli! Nel Vangelo di Matteo Gesù benedice il Padre perché, di fronte a un mondo di gente abituato a fare analisi scientifiche e moraleggianti e a giudicarlo maliziosamente sul suo operato verso gli uomini e verso Dio, in realtà ha dato alle persone più semplici e piccole, umili e forse sofferenti, persone “di cuore”, di comprendere la sua vera identità, il suo autentico valore, la sua Bellezza!

Ci sono delle realtà in noi e negli altri che non si conoscono e risolvono a distanza, sui libri, ma incontrandoci, nel perder  tempo l’uno con l’altro come a volte sanno fare solo due amici del cuore, come anche noi siamo stati in passato e ancor oggi i nostri Flavio e Gianluca sono! “A stento si trova chi sia disposto a morire (neanche a dedicare tempo!) per un giusto, …ma Dio  dimostra il suo Amore per noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo (suo Figlio) è morto per noi.

Non siamo amati perché bravi o se bravi, ma siamo amati  perché conosciuti e ri-conosciuti come figli.

E come dice il testo : “Nessuno conosce il Padre se non il figlio e colui al quale il figlio voglia rivelarlo”: Carissimi genitori Fabio e Silvia, Maria e Luigi, Flavio e Gianluca,  vi conoscono e amano più di tutti noi, e ora al cospetto di Dio Padre gli stanno raccontando il vostro Amore paterno e materno generativi per loro delle loro esistenze bellissime, spronandolo con insistenza di fronte a questo giogo troppo pesante di dirvi e dire a tutti noi:”venite a me , voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

Cari genitori davanti ai tanti ragionamenti e commenti spesso in cerca del o dei colpevoli tendono a portarci all’affermarsi in noi dei sensi di colpa. Attenti, non sono cristiani! Non sono da Dio! Non sono espressioni d’Amore!Non fatevene ingabbiare, i vostri figli ne soffrirebbero !

Riconosciamoci semplicemente e umilmente peccatori, cioè dolorosamente limitati e mancanti nell’amore, ma determinati a non mollarli ancor più adesso, ad amarli ancora e di più, meglio di prima. Come adulti di questa città, chiediamo tutti perdono a  loro e ai loro e nostri figli per le volte che non ci siamo accorti dei loro disagi, e per le volte che vedendoli abbiamo tirato oltre delegando sempre ad altri quella che invece la vita e Dio ci danno come occasione per Amare realmente e come ci insegna Gesù.

E se dovesse accaderci di ritrovarci arrabbiati con Flavio e Gianluca per “la cazzata“ in cui si sono cacciati insieme , impariamo da Gesù, a non fissarci lì sul loro errore, sulla nostra rabbia, ma a riallargare cuore e sguardo su di loro, sulla unicità e bellezza del loro mistero di Figli di Dio, e di figli di Fabio e Silvia e di Maria e Luigi, liberando i nostri e i loro cuori con una rinnovata scelta d’Amore.

Sapete ragazzi: L’Amicizia fortissima tra Flavio e Gianluca ha illuminato anche i loro genitori e tutti noi: chi ama Flavio non può non rispettare e amare il suo amico Gianluca e viceversa,  per questo oggi li amano addolorati e piangendo insieme davanti a questo altare, e con tutti noi! Così nella prima lettura ci vien detto da s. Paolo che agli occhi di Dio grazie alla scelta di Gesù suo figlio di apprezzarci fino a morire per noi, ciascuno di noi e ancora Flavio e Gianluca sono particolarmente cari a Dio Padre  perché amati fino al coinvolgimento totale e alla morte da Gesù.

Carissimi genitori, Dio conosce, ci dice Gesù, il vostro dolore , si ri-conosce in voi di fronte all’assurda morte del suo unigenito sulla croce.  Come ogni padre e  madre che come Dio hanno subito la morte assurda e ingiusta del loro figlio, non possono da allora in poi rimanere indifferenti a eventi del genere, i vostri Cuori addolorati e umiliati, umili come quello di Gesù, non siano rassegnati al male, e determinati a continuare la loro missione generativa verso i figli,  fino all’impegno contro il ripetersi di tali mali, e a quelle espressioni di quell’amore capace di ridare dignità di vita a coloro cui è stata rubata. La rete che diventa alleanza tra tanti padri e madri addolorati segnata dal sangue dei vostri figli, riconosce nella reazione di  Dio Padre  compiuta nella Pasqua di resurrezione del figlio Gesù, un incoraggiamento a non dargliela vinta al male, e nel loro nome ad allearsi ancor di più anche oggi presso questo altare, perché contando gli uni sulle possibilità degli altri e di Dio, prevalga la Giustizia dell’Amore, il recupero per i loro figli della vita e meglio di prima, la Resurrezione anche dei loro bellissimi corpi, come in Gesù primogenito dei risorti! Così sia! 

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