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Coronavirus, domenica tanti supermercati resteranno chiusi: tutti i marchi della serrata e chi resta aperto

La decisione era stata presa a livello di accordo sindacale tra le parti. Ma il Governo sta riflettendo: se si prolunga il decreto per un Paese semi-bloccato... orari ridotti per fare la spesa tutti i giorni

Domani, domenica, il 90 per cento dei supermercati della grande distrubuzione resteranno chiusi. Sia in provincia di Perugia che in quella di Terni. La decisione è stata presa già da alcuni per motivi di sicurezza (e rispetto dei carichi di lavoro) per chi, tutti i giorni, dall'inizio della crisi, sta operando alle casse, magazzini, banconi per assicurare il rifornimento di alimenti necessari alle famiglie in piena emergenza coronavirus. Altro motivo importante: quello di stoppare almeno in un giorno tutti gli spostamenti dei cittadini per arginare un contagio che sta in questi giorni galoppando.

Il blocco al momento in Umbria non è frutto di un decreto o di una norma del Governo, ma è stato dettato da un accordo di buonsenso tra i sindacati e i maggiori marchi della grande distribuzione che operano in Umbria. Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia si è soffermato su quanto questa decisione condivisa sia importante per tutti: "Un risultato dalla doppia valenza, perché non solo consente a lavoratrici e lavoratori, che con grande sacrificio continuano a garantirci la possibilità di fare la spesa, di trascorrere una giornata a casa con le proprie famiglie, ma anche perché riduce sensibilmente gli spostamenti delle persone e delle merci, con un effetto importante anche sulla logistica”. 

Domenica dunque chiusua completa per le strutture commerciali gestite da: Coop, Conad, gruppo Gmf (Emi, Hurrà e C&C), Oasi, Tigre, Eurospin e Gala (e altre sigle meno radicate sul territorio umbro). Mentre la Lidl, da quanto si apprende, sarà aperto ma solo per mezza giornata, la mattina fino all'ora di pranzo. Va specificato che ci sono negozi di quartiere che potrebbero restare aperti essendo a conduzione familiare e, va ribadito, oggi come non mai che sono un punto di riferimento per le urgenze e per le persone sole. Chi resta aperto o chi chiuso, per questo settore, è più difficile stilare una lista. 

Ma la serrata domenicale potrebbe essere solo l'inizio di un ridimensionamento, in fatto di orari, più grande e stavolta deciso dal Governo stesso. I sindaci dell'Umbria, ma di gran parte del resto d'Italia, dopo le tante denunce e i troppi furbetti, hanno chiesto orari differenti per tutti i supermercati. Ovviamente ridotti: "Per questo ci rendiamo disponibili ad un accordo complesso, così come è avvenuto in altre regioni italiane, che nel periodo di emergenza regolamenti gli orari di apertura e chiusura degli esercizi, in modo da garantire il necessario riposo ed una vita normale anche a tutte le lavoratrici ed i lavoratori di supermercati ed attività di distribuzione di generi di prima necessità che dall’inizio di questo ‘periodo critico’ sono impegnati in prima linea”.

Da Roma si ipotizzano aperture durante la settimana con orari ridotti (fino alle 18) e il sabato solo mezza giornata. Chiusura totale la domenica. Ma sono al momento solo ipotesi. Tutto è in evoluzione anche perchè prima si dovrà stabilire se verrà prolungato il semi-blocco del paese e delle attività commerciali oltre il limite stabilito. Le scuole sicuro, il resto sembrerebbe di sì ma è ancora tutto in alto mare. Ma i bollettini medici lasciano pensare, purtroppo, che non sarà né breve, né senza pesantissimi strascichi sociali ed economici. 

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