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Covid, il punto sulla sperimentazione anticorpi monoclonali: "48 pazienti sotto cura: risultati incoraggianti"

Interrogazione dei consiglieri Mancini e Pastorelli (lega) sull'andamento della cura in Umbria. Coletto: "Non ci sono dati ufficiale ma..."

Cresce il numero di pazienti in Umbria a cui è stata somministrata la cura-sperimentale degli anti-corpi monoclonali. Nel corso del question time a Palazzo Cesaroni  i consiglieri regionali Valerio Mancini e Stefano Pastorelli (Lega) hanno interrogato l’assessore Luca Coletto per “conoscere l’andamento dell’utilizzo degli anticorpi monoclonali per il trattamento di COVID-19”. Il 24 marzo, all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, per la prima volta in Umbria è stata sperimentata la cura a base di anticorpi monoclonali su una settantanovenne positiva al Covid-19 da circa cinque giorni. La paziente, in dialisi da 32 anni, è stata segnalata ai professionisti sanitari del presidio ospedaliero di Spoleto dal suo medico di base, e, dopo un'attenta valutazione delle direttive nazionali, è stata ritenuta idonea ad essere trattata con il farmaco innovativo. 

"Negli ultimi giorni - hanno spiegato i rappresentanti della Lega in aula - altri pazienti umbri affetti da COVID-19 sono stati sottoposti alle cure con gli anticorpi monoclonali e si ha notizia di oltre novanta dosi di monoclonali arrivate. Questa sperimentazione, insieme ai vaccini e alle terapie domiciliari, può rappresentare un’arma fondamentale per sconfiggere il virus, pertanto chiedo all’assessore alla Sanità di fornire in Aula tutti i dati relativi alle cure con i monoclonali”.

L’assessore Coletto ha fornito i dati aggiornati: “In Umbria i pazienti sottoposti a trattamento sono 48, di cui 19 nell’Azienda ospedaliera di Perugia, 9 a Spoleto, 9 a Terni e 11 a Città di Castello. Sull’efficacia del trattamento l’Aifa ha istituito un apposito registro in cui i centri utilizzatori compilano scheda di arruolamento dei pazienti eleggibili al trattamento. Dopo un mese di anticorpi si sente il paziente, anche telefonicamente. I dati ancora non ci sono, perché non sono trascorsi i trenta giorni, ma i risultati sono incoraggianti”.In via non ufficiale, come ribadito anche da  Mancini, sembrebbe che “tutti i pazienti umbri trattati con monoclonali sono guariti e quindi si attende con impazienza il dato confermato dall'Aifa per incrementare la somministrazione-cura. 

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