E' allarme acqua in Umbria, le piogge non arrivano: "A rischio il servizio idrico"

I dati dell'Arpa e quelli meteo fanno preoccupare il presidente di Umbra Acque. Il territorio più a rischio è il perugino. Decisive le prossime settimane

"La situazione non è al momento allarmante ma comunque preoccupante". Stiamo parlando della portata delle sorgenti e dei bacini profondi dell'Umbria che garantiscono il servizio idrico alle case, negozi e aziende. E' preoccupato il Presidente
di Umbra Acque Gianluca Carini che analizza da tempo i dati dell'Arpa e quelli del Meteo. I livelli delle falde e la portata delle sorgenti è in linea con i valori registrati lo scorso anno, ma la situazione è destinata a peggiorare se "le condizioni di stabilità e bel tempo con mancanza assoluta di precipitazioni che stanno caratterizzando la stagione primaverile, ormai inoltrata".

I dati parlano chiaro: nei primi tre mesi dell’anno, la piovosità media nella nostra Regione registra un notevole decremento della quantità di acqua caduta abbastanza generalizzato che va da un meno 15% della fascia appenninica sino ad un meno 38% delle zone del perugino.

"Alla luce di ciò allora diventa preoccupante l’esame dei dati ARPA - ha spiegato il presidente Gianluca Carini - che mostrano un andamento delle portate in discesa vertiginosa, con un decremento giornaliero che, se confermato nelle prossime settimane, porterebbe a registrare nel breve su queste sorgenti le portate di magra tipiche della fine estate-inizio autunno".

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"E’ chiaro che tale situazione - ha concluso il presidente di Umbra Acque -  se si confermerà nel tempo, porterà disagi notevoli sul sistema acquedottistico, non tanto per i capoluoghi ove il sistema integrato di cui si dispone farà sì che alla mancanza delle acque delle sorgenti si sopperirà con i maggiori prelievi dai campi pozzi di Petrignano, Cannara, Pasquarella ed Alto Tevere, ma soprattutto sui piccoli centri non raggiunti da questo sistema, dove questo andamento potrà portare a situazioni di siccità delle fonti utilizzate, con conseguenti necessità di approvvigionamento tramite autobotti e maggiori costi di energia".

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