Dossier Sicurezza dell'Università, calano i reati ma gli usurai fanno affari d'oro: la zona d'ombra delle mafie

Tutti i dati del dossier elaborato dall'Università degli Studi di Perugia che è stato commissionato dalla Regione dell'Umbria

L'Università degli Studi di Perugia ha elaborato il dossier “Criminalità e sicurezza in Umbria” che è stato commissionato dalla Regione dell'Umbria. Uno studio considerato fondamentale per dare il giusto indirizzo al fondo per la sicurezza civica che la Giunta regionale finanzia ogni anno. Nel 2017 oltre 170mila euro per progetti finalizzati alla sicurezza cittadina e all'anti-terrorismo. Il dossier dell'Università fa emergere un dato incoraggiante almeno statisticamente parlando: è costante il calo dei reati dal 2013 ad oggi.

Una inversione di tendenza dopo lo tsunami micro e macro-criminalità che aveva investito soprattutto Perugia. Rispetto agli ultimi sei anni, l’andamento dei reati è stato di crescita tra il 2010 e il 2013 e di successivo e costante calo nel recente triennio, fino a raggiungere un livello inferiore anche rispetto al 2010, con una contrazione del 12,5 per cento. Andando nel dettaglio lo studio evidenzia che il numero di omicidi e tentati omicidi registrato nel 2016 è quasi la metà rispetto a quello che si era registrato nel 2010 (14 nel 2016, 25 nel 2010), anche il numero di furti denunciati risulta inferiore (del 12,5 per cento) rispetto al 2010. Inoltre, risultano stabili, ma con tendenza alla riduzione nell’ultimo triennio, le rapine e sono in riduzione anche le denunce relative ai reati connessi alla normativa sugli stupefacenti (-13,6 per cento).

Mentre si registra un boom delle truffe soprattutto in campo informatico. Lo studio però mette in evidenza due fenomeni molto preoccupanti: l'aumento delle denunce per estorsioni (più 175 per cento) e usura (+267%); questo dato è molto sopra la media nazionale.  Estorsioni e usura fanno paura perchè sono un campanello di emergenza sulla avanzata in Umbria dei clan mafiosi italiani e stranieri. In più dimostrano un forte disagio economico di aziende, liberi professionisti e famiglie rimaste senza reddito. Si finisce in mano agli usurai anche per via della piaga del gioco. "Davanti a queste ipotesi – ha preso atto il vice-presidente Paparelli – le istituzioni devono decisamente alzare il livello di guardia mettendo in campo azioni di prevenzione contrasto. Alla politica quindi, spetta il compito di creare le condizioni perché si mettano in campo le azioni più adeguate a consolidare i risultati positivi e che, allo stesso tempo, diano risposte a queste due vere emergenze. In proposito la Giunta regionale sarà pronta a fare la propria parte”.

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