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Cronaca

Umbria, si assenta dal lavoro senza permesso, la Cassazione annulla la sanzione: "Procedimento disciplinare avviato in ritardo"

L'uomo era stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre lasciava il lavoro, poi aveva prodotto una falsa richiesta quando aveva saputo di essere stato scoperto

Si assenta dal lavoro senza permesso, ma la sanzione disciplinare viene annullata dalla Cassazione perché il procedimento disciplinare è stato avviato in ritardo.

La Cassazione ha dichiarato illegittima, infatti, “la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione, per un mese” irrogata ad un dipendente pubblico al quale “era stato contestato di essersi allontanato dall’ufficio il 16 dicembre 2014 senza autorizzazione e senza far risultare, mediante timbratura del cartellino marcatempo, l’entrata e l’uscita e di avere presentato una richiesta postuma di permesso una volta che l'amministrazione si era avveduta dell'allontanamento”.

Nella richiesta prima di permesso, poi di ferie “per assistere la madre malata” erano indicati anche “orari diversi da quelli reali (ore 11,15 anziché 9,45 in uscita; ore 11,40 anziché 12,25 in entrata), poi rettificati dopo aver avuto conoscenza dell'acquisizione da parte dei Carabinieri delle immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza”.

La sanzione disciplinare era stata confermata dal giudice d’appello, ma in Cassazione i giudici hanno ritenuto “violati i termini” di cinque giorni per l’avvio del procedimento disciplinare. Secondo la ricostruzione accusatoria, infatti, il capo servizio avrebbe avviato il procedimento ben oltre i cinque giorni, dal momento in cui si viene a conoscenza dei fatti. Ne consegue l’annullamento della sanzione disciplinare.

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