Hanno scritto sui social "al rogo" "fr*** di me***" contro Omphalos: in nove a rischio processo, tutte le accuse

Omphalos ha già incaricato i propri legali per la costituzione di parte civile

Nove iscritti al social Facebook, tutti residenti tra Perugia e Terni, sono a rischiodi essere rinviati a giudizio dopo la denuncia alla Polizia Postale dell'Umbria da parte del circolo Omphalos a seguito di un post che ricordava il Perugia Pride, la manifestazione dell'orgoglio e dei diritti della comunità Legbti. Le accuse: minacce, istigazione alla violenza, diffamazione e apologia di fascismo.  L’udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia si terrà ad inizio 2021 e Omphalos ha già incaricato i propri legali per la costituzione di parte civile. L’associazione è già impegnata come parte civile in altri due processi sempre legati a omofobia e transfobia. Alcune frasi incriminante, come raccolto nel dossier dell'associazione, sarebbero queste: "Al rogo", "ve ce vorrebbe il fascismo almeno lo provate", "giù di manganello", "figli di cani froci di merda", "merce da termovalorizzare", "radere al suolo per il bene dei normali", "se comandavo io eravate tutte saponette".

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«Quando abbiamo ricevuto quei messaggi non ci abbiamo pensato due volte – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos LGBTI – non è pensabile che si possa utilizzare una simile violenza in modo così gratuito e pensare di farla franca. Insultare le persone per il loro orientamento sessuale o per la loro identità di genere nel 2020 non può essere più considerata solo ignoranza. Il vero problema è che fin quando non ci sarà una condanna forte e unanime da parte di tutto l’arco politico e delle istituzioni, certe persone continueranno a sentirsi giustificate.Se c’è ancora qualcuno che pensa di poter seminare odio e violenza contro le persone omosessuali e transessuali senza nessuna conseguenza farà bene a ricredersi»

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