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Contrordine da Roma, dalle 13 siamo una regione a rischio basso, quindi virtuosa. Ora nel mirino: la Valle d'Aosta

Il nuovo report, dopo altre 48 ore di titoli "Umbria come Lombardia", diramato in video-conferenza stampa. Ma il sistema di calcolo Rt resta sbagliato... ora a rischio maggiore c'è la Valle d'Aosta, territorio che aveva subito solo parzialmente la pandemia

Dopo altre 48 ore sui giornali, con tanto di dichiarazioni del Ministro Boccia e slide sugli spostamenti del 3 giugno, finalmente arriva il dato che restituisce - dopo un danno di immagine importante - dignità all'Umbria in fatto di livello rischio contagio: siamo ora nella cassella "basso rischio" e non più in quella "moderatoE che ci aveva fatto finire su tutti i titoli insieme alla Lombardia con tanto di rischio di movimenti limitati con le altre regioni.

L'annuncio è di poco fa direttamente in video-conferenza da parte della task-force nazionale: il famigerato "Rt" - il complesso e discusso grado di calcolo adottato - dell'Umbria per le tabelle del Ministero è sceso a 0,55 che vuol dire zona verde. Polemiche archiviate? Assolutamente no. Perchè è un sistema di calcolo errato e pericoloso per le regioni virtuose che a turno potrebbero fare la fine dell'Umbria, in fatto di danno di immagine.

Ora infatti l'unica regione a essere nella casella di rischio moderato è la Valle D’Aosta. Incredibile ma vero: altra regione, che dati nazionali alla mano, è tra i territori ad avere sostanzialmente superato indenne il Coronavirus. Il calcolo dunque resta fuorviante, come detto da professori e tecnici, perchè ad ogni minima oscillazioni può far scattare un allarme. Verrà modificato? Per il momento, come dimostra la video-conferenza di oggi, no. Si va avanti.

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