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Cronaca

"Il test antigenico positivo basta a confermare COVID (e mettersi in isolamento)". Ordinanza cancella il molecolare di contro-prova, è polemica

La nuova sorveglianza scatta dal 27 dicembre. Il test antigenico non garantisce la sicurezza al 100 per cento sia della positività che della negatività... senza il molecolare si rischiano isolamenti per 14 giorni senza un reale bisogno...

La sanità umbra e nazionale (dato che le indicazioni arrivano da Roma e sono state poi recepite dall'Umbria ndr) si arrende all’emergenza covid… senza nemmeno l’onore delle armi. Dicono: “Fate vobis”. Questo il giudizio espresso da un attivissimo operatore privato del settore sanitario dopo lo studio delle ultime ordinanze tecniche sul contenimento dei casi positivi. In soldoni? “Il Dipartimento Prevenzione dichiara il proprio fallimento. In due anni non sono stati capaci di predisporre misure adeguate. Si sono limitati ad aggrapparsi alla speranza che la pandemia si sgonfiasse. Ma così non è”.

Il nostro interlocutore cita l’ordinanza 23/12/2021, appena ricevuta, avente per oggetto: INDIRIZZI PER LA SORVEGLIANZA E LA DIAGNOSTICA COVID NELL’ATTUALE FASE EPIDEMICA.
Di che si tratta?
“In precedenza, all’esito di un tampone antigenico positivo, c’erano due scelte. O si faceva immediatamente il molecolare di accertamento ulteriore (a pagamento), oppure si invitava il cliente a rivolgersi alla sanità pubblica che lo avrebbe tamponato in gratuità”.
Invece, adesso?
“Ci dicono che il cittadino che risulta positivo con l’antigenico deve considerarsi tale senza ulteriori accertamenti”.

E cita il punto relativo: “Si dispone: di considerare, dal giorno 27.12.2021, il test antigenico positivo sufficiente a definire il caso confermato COVID 19 (Circolare del Ministero della Salute 8.1.2021) e a porre il soggetto in isolamento contumaciale, senza effettuare la conferma con test molecolare, che quindi non deve essere più richiesto per conferma” (scarica qui i file: Nota sorveglianza e strategie 23.12.2021-2 - Consenso _Privacy-2

Insomma, il tampone loro non glielo fanno? “A leggere l’ordinanza, pare proprio di no. Scaricano l’adempimento”. [citano “la diffusione anche nel territorio umbro della variante Omicron, caratterizzata da una elevata contagiosità; l’ingente numero di casi positivi, con sofferenza della filiera contact tracing, prelievo e tampone e il conseguente allungamento dei tempi per la conferma del test antigenico con test molecolare; l’alta quota di test molecolari per la sospensione dell’isolamento contumaciale che risultano ancora positivi a 10 giorni e che determinano la necessità di ripetere il test, con ulteriore sovraccarico della filiera” N.D.R.]
Con quali conseguenze?
“Che il cittadino è obbligato a mettersi in autoisolamento fiduciario (per almento 14 giorni e dopo potrà effettuale il tampone per verificare guarigione, in caso di nuova positività altri 7 giorni di isolamento e nuova verifica ndr)”
Altrimenti?
“Altrimenti, rischia il penale”.

Perché la cosa così non funziona?
“Non funziona perché dobbiamo ipotizzare almeno tre cose che si legano fra loro. Che l’ordinanza venga adeguatamente e immediatamente pubblicizzata dai mass-media. Che il cittadino legga o ascolti. Che, infine, comprenda correttamente il messaggio”.

Insomma, condizioni limite?
“Esattamente. Hanno scritto e inviato l’ordinanza per dire ‘Io l’ho fatta. Adesso sono affari tuoi’. Non mi sembra il metodo giusto per assumersi responsabilità”

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