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Coronavirus, task-force anti-contagio invididua nuovi posti per eventuali emergenze: riconvertiti studi medici

Preoccupano due dati che potrebbero, nell'ipotesi peggiore mettere a durissima prova il sistema sanitario regionale

Il bollettino medico sui contagi del coronavirus in Umbria, aggiornato all'8 marzo, dimostrava ancora una volta che il sistema sanitario umbro non ha al momento criticità e che la task-force, in servizio 24 ore su 24, è riuscita a rintracciare la gran parte delle persone che sono state in contatto con persone infette o nei luoghi di massimo rischio del Nord del Paese.

Ma sia gli amministratori regionali che i vertici della sanità regionale sono preoccupati per due dati che potrebbero, nell'ipotesi peggiore (da tenere sempre in considerazioni in questi casi per non rimanere impreparati), mettere a durissima prova il sistema sanitario regionale. Il primo, quello attualmente meno sondabile, riguarda i potenziali nuovi contagi dopo il mancato rispetto sia sul non frequentare luoghi affollati che per coloro - studenti e lavoratori - (quanti? Sono andati tutti ad avvertire i propri medici di famiglia dopo il ritorno?) che sono tornati dalle zone rosse, ora off-limits, prima dell'entrata in vigore del discusso decreto Conte.

Il secondo: ci sono oltre 500 persone in isolamento volontario o obbligato. Stanno tutti in buona salute, come dicono nel bollettino. Un mix comunque esplosivo: basta 40-50 contagiati a cui necessita il ricovero a Malattie Infettive o Rianimazione ed ecco che non ci sarebbero più posti a disposizione. Attualmente una 40ntina in tutta la Regione. E sia chiaro  che la rianimazione serve anche per tutte le altre gravi emergenze. 

Per questo, la Regione e la Task-Force, stanno cercando spazi nelle strutture ospedaliere maggiori. A Perugia sono stati già liberati molti studi personali di medici e professori universitari. E ancora ora saranno allestiti e messi in sicurezza per ospitare eventuali contagiati in gravi condizioni. Ci sono inoltre 15 strutture individuate sul territorio regionale per eventuali ricoversioni sanitarie. Il piano procede.

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