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Caccia al camorrista, irruzione della Polizia nel cuore della notte: spedito in carcere

Manette ai polsi del pregiudicato, "particolarmente inserito nella criminalità organizzata". La Squadra Mobile di Perugia ha atteso l'arrivo della notte, poi ha fatto irruzione nell'appartamento e lo ha spedito nel carcere di Spoleto

Manette ai polsi del pregiudicato, “particolarmente inserito nella criminalità organizzata”. La Squadra Mobile di Perugia ha atteso l’arrivo della notte, poi ha fatto irruzione nell’appartamento e lo ha spedito nel carcere di Spoleto.

Si tratta di S.F., originario della provincia di Caserta, che da qualche tempo viveva a Montefalco a causa di un provvedimento cautelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) che lo obbligava a stare lontano dalla regione Campania, nell’ambito di un procedimento che lo vede indagato, con l’obbligo di permanere in casa nelle ore notturne. Un provvedimento definito “provvisorio”.  

La Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli la scorsa settimana ha emesso un ordine di esecuzione per la carcerazione, ai sensi dell’art. 656 del Codice di Procedura Penale, con il quale si disponeva la cattura dell’uomo e l’immediata consegna alla più vicina struttura penitenziaria affinché scontasse 5 anni, 5 mesi e 26 giorni, oltre a 3 anni di libertà vigilata, di pene. In più l’uomo è stato colpito dalle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici “perpetua”, dell’incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione e dell’interdizione legale durante tutta la pena stessa.

Perché? Spiega la Squadra Mobile di Perugia: “Il casertano, difatti, decisamente “inserito” in contesti di criminalità organizzata camorristici, risponde della violazione dei reati di cui all’art. 416bis del Codice Penale (“associazione a delinquere di stampo mafioso”), rispettivamente commi 1° (“appartenenza all’associazione”), 3° (“avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo…”), 4° (“se l’associazione è armata”), 5° (“se l’associazione ha a disposizione armi o materiali esplodenti occultati”)”.

E ancora: “I fatti contestati, per i quali il casertano è stato poi condannato, sono stati accertati a San Marcellino di Aversa (Ce) tra il 2000 sino al 2007”. Il giorno stesso dell’emissione dell’ordine di esecuzione, una squadra della Mobile di Perugia, in costante contatto con i colleghi di Caserta e con la collaborazione di personale specializzato del Commissariato di Foligno ha fatto irruzione nell’abitazione di S.F. e, dopo avergli notificato il provvedimento a suo carico, lo ha spedito al carcere di Spoleto.

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