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Pandemia in Umbria, i sacrifici e la lotta alle varianti funzionano: i dati migliorano. Sempre meno contagi tra i giovanissimi

Il punto sull'andamento del virus da parte della task-force regionale. Verso la conferma della zona rossa ma per l'ultima settimana...

Le zone rosse territoriali, con le restrizioni attuate, stanno funzionando al fine del contenimento delle varianti del Coronavirus (quella brasiliana e quella inglese) che hanno determinato un picco di contagi dalla metà di gennaio, in particolare nella provincia di Perugia. Tutti i dati, dopo 18 giorni di grandi sacrifici per tutta la popolazione, indicano un calo della curva ormai consolidato. "Siamo stati i primi a scoprire le varianti e a subirne le conseguenze, ma grazie alle regole che ci siamo dati e ai divieti potremmo essere i primi ad uscirne da questa terza ondata che come sapete si sta verificando in altre importanti zone del Paese. Dobbiamo ancora tenere duro, ma i risultati si incominciano a vedere e a quantificare": è la sintesi dell'analisi dell'assessore regionale Luca Coletto.

I vertici del Nucleo Epidemiologico dell'Umbria hanno elaborato i grafici nel consueto appuntamento sul punto della pandemia a livello regionale. La curva in flessione più visibile è quella del tasso dei positivi ogni 100mila abitanti: nella settimana che va dal 25 gennaio al 31 in provincia di Perugia si toccava quota 273 e nei giorni successivi si era arrivati a quota 344. Gli ultimi due rilevamenti, beneficiati dalla zona rossa, indicano una diminuzione costante: 332 e ora 270 positivi ogni 100mila abitanti. Ci stiamo avvicinando velocemente alla soglia di gestione sanitaria senza criticità che si attesta ad una media regionale di 200 (la media è ora a 221).

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Non era un dato scontato visto che le varianti brasiliana e inglese sono molte diffuse e decisamente più contagiose: è anche la dimostra di come i cittadini di Perugia e provincia hanno applicato e rispettato le nuove normative. Stabile la provincia di Terni che si attesta intorno ai 77 casi. Senza le restrizioni, grazie a meno focolai, sono riusciti a tenere basso il dato. E' ancora meno rossa la mappa regionale dei contagi dove si evidenzia un miglioramento in comuni importanti come: Magione, Castiglione del Lago, Perugia e altri piccoli centri del perugino. Il rosso si accende di più a Foligno e comuni de Sagrantino, Altotevere e Assisi-Bastia.

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Il contestatissimo provvedimento di chiusura delle scuole di ogni ordine è grado ha prodotto un netto calo dei contagi nell'ultima settimana sulle fasce di età tipiche scolastiche: calo maggiore tra i 3-5 anni - con al chiusura delle scuole dell'Infanzia - poi tra i sei e 10 anni e tra 11 e 14 anni. Dai 15 in sù, complice un po' troppo movimento, la curva è in flessione ma più lentamente. Altro dato importante: quello relativo alla mobilità sul territorio provinciale e regionale. Ulteriore ribasso degli spostamenti, secondo i dati di google, dei cittadini della provincia di Perugia in direzione tempo libero, parchi e aree verdi, luoghi di lavoro. Un 40 per cento in meno rispetti ai ternani che erano e restano zona arancione. Buone notizie, ma sono ancora tanti i posti occupati, arrivano dagli ospedali. Dopo il picco dei ricoveri si è passati ad una fase di stabilizzazione con un leggero ribasso dalle terapie intensive e degenza ordinaria.

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La task-force ha spiegato che gli effetti positivi del calo dei contagi sui ricoversi si manifesta dopo una decine di giorni rispetto agli altri schemi. Resta alto il numero degli morti che hanno superato quota mille. A parte questo dato possiamo dire che è stata invertita la tendenza e le varianti fanno ora un po' meno paura. Da lunedì si tornerà tutti arancioni anche la provincia di Perugia? No, a quanto sembra, si è indirizzati ad una proroga (l'ultima) di settimana ancora di zona rossa per non vanificare gli sforzi fatti e veleggiare verso mari più tranquilli.  

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