Cronaca

Dall'Umbria una scoperta medica salva-vita in chiave anti-infarto e ictus: nuove cure, prevenzione e ipotesi vaccino

Lo studio, condotto in collaborazione con la Cardiologia dell’ospedale di Terni, pubblicato su una delle pià importanti riviste scientifiche

Dietro l’infarto c’è un batterio, la straordinaria scoperta italiana nasce da uno studio condotto in collaborazione con la Cardiologia di un ospedale umbro , quello di Terni, e l'Università di Perugia. Il batterio scatenante è stato dimostrato analizzando e curanto ben 150 pazienti anche dall’Emodinamica della Cardiologia di Terni. Si tratta dell'Escherichia Coli che circola nel sangue dei pazienti con infarto. Una scoperta straordinaria che apre la strada a nuove cure nella fase acuta, a un vaccino, ma anche a un nuovo modo di orientare la prevenzione.

 “Lo studio ha dimostrato che - ha spiegato il direttore Marcello Dominici – nella genesi della trombosi coronarica che causa l’infarto un ruolo importante lo gioca l’Escherichia Coli, un batterio di origine prevalentemente intestinale che entra in circolo nel sangue, determina infezione e innesca la coagulazione all’interno della coronaria. Infatti, in quasi tutti i pazienti con infarto esaminati risultava in circolo nel sangue e nel trombo coronarico una grande quantità di questo batterio, che non era presente invece nel cosiddetto gruppo di controllo, cioè nei soggetti non colpiti dalla patologia”.

 Questa scoperta segna l’inizio di un nuovo capitolo della ricerca, con importanti sviluppi in termini di prevenzione e di prospettive terapeutiche delle malattie coronariche, tra cui infarto del miocardio e ictus, che ogni anno colpiscono 100mila italiani. “Questi risultati – ha concluso il professor Dominici - aprono la strada sia a terapie mirate da somministrare in fase acuta tramite molecole che inibiscono il legame tra batterio e placca arteriosclerotica, sia a un vaccino anti-infarto che prevenga cioè il processo di trombosi delle coronarie”.   Senza considerare che, contestualmente, questa scoperta determina anche un nuovo approccio nella prevenzione generale. Da oggi, infatti, tra i fattori di rischio da tenere sotto controllo per prevenire l’insorgenza delle malattie coronariche ci sono non soltanto l’ipertensione, il fumo, il diabete e il colesterolo alto, ma anche la presenza di Escherichia Coli nel sangue.

 La ricerca è durata complessivamente più di cinque anni ed ha impegnato attivamente la struttura cardiologica dell’ospedale di Terni, con le risorse a disposizione e sostenuta da un grande impegno individuale. Peraltro il professor Dominici ricopre un incarico di insegnamento al corso di laurea in Medicina e Chirurgia di Terni, e questo tipo collaborazione è l’esempio pratico di una sana integrazione università-ospedale di cui si parla da anni e che dovrebbe poter essere riprodotta.
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