Cronaca

Ospedale di Perugia, l'atto d'amore di mamma Caterina: ben 150 litri del suo latte materno donati agli altri bebè in difficoltà

La donazione direttamente alla Banca del Latte Umano Donato “Maria Serena Lungarotti”. "E' stato per me un semplice gesto di solidarietà nei confronti dei piccoli e delle mamme che non hanno avuto la mia stessa fortuna”

Al centro mamma Caterina

Mamma Caterina poteva pensare, legittimamente date le circostanze, solo al proprio piccolo Cristiano di 24 settimane e di appena a 690 grammi, ricoverato per mesi in Ospedale a Perugia perchè molto prematuro. No. Mamma Caterina, 37 anni di Viterbo, ha voluto pensare a tanti altri piccoli bisognosi di latte matterno; e così ha deciso di donare il latte in eccesso alla Banca del Latte Umano Donato “Maria Serena Lungarotti” del nosocomio perugino. Una donazione che alla fine è risultata record: 150 litri - da gennaio a maggio 2021 - rispetto ad una media di 15 litri donati da una donatrice. “Ringrazio tutto il personale sanitario della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Perugia – dice Caterina – per essermi stato vicino in questo periodo particolare della mia vita e per avermi supportata con utili consigli durante questi mesi di donazione. Aver donato il mio latte è stato per me un semplice gesto di solidarietà nei confronti dei piccoli e delle mamme che non hanno avuto la mia stessa fortuna”. 

Il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, dottor Giuseppe De Filippis, ha voluto ringraziare personalmente la signora Caterina per il grande gesto di umanità perché i suoi 150 litri di latte donati saranno a disposizione dei neonati ricoverati che ne avranno necessità   nei prossimi mesi. Normalmente sono 15 i litri donati in media da una donatrice. Ai ringraziamenti della Direzione si aggiungono quelli del Neonatale che insieme alla Direzione Medica Ospedaliera hanno donato a Caterina una piccola perla, realizzata con il suo latte, insieme ad un cuore con inciso il logo della Banca del Latte Umano Donato (BLUD). 

“La donazione del latte materno rappresenta una possibilità eccezionale per i neonati prematuri, - ha affermato la dottoressa Stefania Troiani, direttore del Neonatale e della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Perugia - in quanto promuove, oltre allo sviluppo fisico, anche quello cerebrale migliorando gli aspetti neuroevolutivi e determina una riduzione della durata della degenza ospedaliera, offrendo una protezione a medio-lungo termine sul rischio cardiovascolare e metabolico. Il servizio LACTARIUM presente nel nostro ospedale – continua - è finalizzato alla raccolta, al controllo, al trattamento e allo  stoccaggio del latte materno e alla preparazione e distribuzione dei pasti per i lattanti ricoverati presso la nostra azienda ospedaliera".

Dal 2013 ad oggi abbiamo avuto 255 donatrici e raccolto 1010 litri di latte, ponendosi come alternativa al latte artificiale per 693 neonati patologici ricoverati presso la nostra struttura. Nell’anno 2019 abbiamo avuto 36 donatrici per un totale di litri 145 e nel 2020, con pandemia e relativa temporanea chiusura della banca, le donatrici sono state 23 per un totale di litri 75. L’utilizzo del latte di banca si configura, come una importante strategia per la promozione dell’allattamento in Terapia Intensiva Neonatale, come già riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Oltre a fornire un alimento di alta qualità per i neonati ricoverati, innesca una serie di meccanismi utili a favorire l’allattamento materno sia durante il ricovero che successivamente dopo la dimissione. "Promuovere la donazione e l’utilizzo del latte di banca, - ha concluso Troiani - significa necessariamente promuovere una cultura dell’allattamento e del suo utilizzo anche e soprattutto nei neonati più critici e immaturi”.
 

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