Cronaca

Nodino, Fressoia (contro) ribatte al sociologo Segatori (a favore): "Usare solo l’automobile è diseconomico per tempi e costi"

"La posizione di Roberto non tiene conto delle politiche Europee e di altri mezzi: ferrovie e metropolitana di superficie"

Fressoia ribatte al sociologo Roberto Segatori sul Nodino. Scendere al concreto, tralasciando per un attimo i massimi sistemi. “Non basta filosofare, ma occorre guardare le valutazioni tecniche, trasportistiche, urbanistiche, ambientali”. Questa la posizione del presidente della sezione perugina di Italia Nostra. Insomma: “Perugia sia Augusta, non ‘angusta’, come lamenta Segatori”.

Qual è, Luigi, a tuo avviso, la pecca della posizione pro-nodino di Roberto?
“Il difetto maggiore consiste nel vedere solo l’automobile. Senza neanche prendere in considerazione infrastrutture di trasporto come le ferrovie esistenti, la potenziale metropolitana regionale di superficie, analogamente al meglio che si fa in Europa. Usare solo l’automobile è diseconomico per tempi e costi a carico delle famiglie”.

In cosa consistono le diseconomie?
“Nel fatto che è irragionevole raggiungere il Silvestrini, o il centro o Fontivegge... sempre e soltanto in automobile. Il tempo che si perde nelle code, le energie sprecate, le pene per trovare parcheggio, giustificano ampiamente la convenienza di un trasporto pubblico efficiente, in quanto più veloce e meno costoso”.

Segatori vi addebita un atteggiamento “Nimby” (not in my back yard), ossia “fallo ovunque ma non vicino a casa mia”. Cosa ti senti di rispondere? “Dico che Segatori elude le fondate critiche di merito al Nodino”.

Ad esempio? “Ha valutato adeguatamente che il tappo si forma in direzione Perugia e non verso Roma? Sa dimostrare l’utilità del Nodino per le code di Ponte San Giovanni e gallerie?”

Perché Italia Nostra si oppone?
“Per l'evidente inefficacia trasportistica e perché contraria allo sperpero di denaro pubblico, solo perché qualche potentato di provincia ha buoni uffici presso agenzie statali preposte alle opere pubbliche”.

Puoi fare qualche esempio?
“È lapalissiano, ad esempio, il denaro buttato per opere inefficaci come il Minimetrò, che ha letteralmente dissanguato le finanze del Comune di Perugia”.
Chi deve decidere in democrazia?
“Non credo proprio che tocchi al Consiglio di amministrazione di Anas, formato col bilancino del "manuale Cencelli". Né al consiglio di amministrazione di qualche Fondazione. E neanche all’assessore che agisce pro Nodino senza un mandato di giunta e senza neanche avvertire i sindaci. Credo che le decisioni debbano corrispondere a un percorso democratico, non monocratico: trasparenza e responsabilità politica davanti agli elettori sono doveri affidati alla sensibilità di chi governa”.

Concludendo?
“Con tutta la stima personale e professionale per il sociologo Roberto Segatori, credo che difendere il Nodino ricorrendo alla Democrazia, più che un ragionamento argomentato, suoni piuttosto come un sofisma. Si ascolti il parere dei tecnici, anche quelli veri, disinteressati agli affari, in un processo di partecipazione pubblica almeno minima. Chiudersi a riccio ascoltando solo funzionari, giocoforza espressione della politica, non è solo sbagliato, ma colpevole”.

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